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L’unione civile nella Sala del Tricolore 

L’unione civile nella Sala del Tricolore 

La presidente dell’Arcigay Gioconda si unisce con la compagna. Insieme a loro anche altri due amici

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REGGIO EMILIA. Ha combattuto con la sua compagna una serie innumerevole di battaglie civili e nel segno dell’amore. Ha fatto da testimone a chi, prima di lei, ha celebrato l’unione con il compagno o la compagna spesso per una vita. Ieri, però, a finire sul banco della giunta civica che funge da “altare” per le unioni civili, è stata proprio lei, Fabiana Montanari, presidente dell’Arcigay Gioconda, che ha registrato quindi la sua unione con la compagna Samantha Campari davanti alla consigliere di Sinistra Italiana Lucia Lusenti. Dieci anni di relazione vissuti dalle due donne con un occhio anche per gli altri. Una unione particolare perché avvenuta nel giorno del Remilia Pride, il primo Gay Pride dell’area mediopadana, che Montanari ha aiutato a organizzare, e che ha fatto da sfondo alla festa dopo l’unione in Sala del Tricolore. Insieme alle due ragazze si sono “risposati” anche due amici, Susanna e Mirco, che in realtà si era già sposati negli Stati Uniti e che hanno rinnovato lo sposalizio davanti alla storica Sala, gremita di persone che hanno poi preso parte al colorato corteo del Gay Pride.
Una unione del tutto particolare, quindi, con gli auguri di Lusenti, altra parte in cause nelle lotte per i diritti degli omosessuali: «Fabiana e Samantha si uniscono oggi davanti alla legge ma sono già tanti anni che stanno insieme e la loro famiglia esiste già da lungo tempo».
Montanari si era già dichiarata pronta a fare da testimone all’unione tra Giovanna Ticozzi, 68 anni e Irma “Jimmi” Magrì, 65. Le due donne, originarie di Milano, si amano dal 1995 e si sono trasferite a Reggio Emilia qualche anno fa, dopo essersi conosciute nel capoluogo meneghino in un locale per sole donne. «Finalmente anche questa signora potrà vedere riconosciuti i propri diritti – disse Montanari in qualità anche di attivista Arcigay – quando ci ha chiesto se qualcuno di noi avrebbe voluto farle da testimone, in tanti ci siamo resi disponibili ad appoggiare questa loro scelta d’amore».
La celebrazione avvenuta ieri è stata tra le più colorate e colorite: essendo gli invitati partecipanti del Gay Pride, sui banchi e sulle logge c’erano anche tanti astanti in costume. Dopo l’unione il bacio e infine il via alla grande festa.

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