CASTELNOVO MONTI
Maioli, le emozioni del rally sognando la gara in Appennino
di Alessandro Zelioli
CASTELNOVO MONTI. «È stata una serata tra amici; tra gente la cui passione è ancora viva. C’è voglia di rally, di quelli di una volta, nei quali si riconoscevano le auto dal rombo degli scarichi e...
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CASTELNOVO MONTI. «È stata una serata tra amici; tra gente la cui passione è ancora viva. C’è voglia di rally, di quelli di una volta, nei quali si riconoscevano le auto dal rombo degli scarichi e dai fanali che illuminavano la notte. Questo mi rimane nel cuore, della serata». Queste le parole di un emozionato Giuliano Maioli, per tutti “Il prof”, che con i vari “Ragastas”, Alessandrini e Giovanardi, Leoni e molti altri ha contribuito a scrivere pagine importanti nei rally degli anni ’80. Le 200 persone convenute al ristorante Baita d’Oro, punto di ritrovo degli appassionati dell’evento del motorismo sportivo per eccellenza, su invito del 64enne ex insegnante di tecnologia, hanno esposto le auto dell’epoca, con le originali livree da gara, per assistere alla presentazione del libro scritto dallo stesso Giuliano Maioli “Poveri ma… Rally” edito da Aliberti e in vendita con la Gazzetta di Reggio, che parla della storica edizione del 1985 e della squalifica dello stesso castelnovese, che aveva dominato su strada. «Non siamo qui per fare un processo – ha detto Maioli, che ha fatto gli onori di casa ospitando il presidente di Aci Reggio, Marco Franzoni; lo storico Massimo Storchi che ha curato la stesura del libro e Franco Tosi – a un evento di cui tutti ancora parlano. Volevo fare festa e ricordare momenti indimenticabili». Incalzato, Maioli ha affrontato un tema caldo: l’Appennino è pronto per avere una gara di rally storico? «Forse servirà ancora tempo, ma credo sia realizzabile. Si dovranno creare, però, quelle sinergie che in quegli anni furono fondamentali affinché il rally diventasse fenomeno non solo sportivo. Sarebbe come restituire alla gente le emozioni che regalavano a noi piloti durante la gara. E se così fosse, fermare il mio ardore sportivo, credo sarebbe davvero difficile».
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