Sgominata la banda delle slot: 4 arresti
di Tiziano Soresina
Guastalla: nella notte i colpi in due bar con un’auto come ariete, poi i carabinieri bloccano i ladri dopo un inseguimento
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GUASTALLA. Prima un rocambolesco inseguimento, poi – sempre nella notte fra venerdì e ieri – l’arresto di quattro giovani, autori di due furti ravvicinati in altrettanti bar della Bassa, con le slot ed i cambiamonete come obiettivi da svuotare dei soldi.
Decisamente movimentata, quindi, la nottata dei carabinieri. L’allarme scatta alle 3, perché il bar Stazione – a Rolo – è stato derubato. Velocemente si porta sul posto una pattuglia dei carabinieri di Fabbrico e i militari non ci mettono molto a ricostruire la situazione: i ladri sono in quattro e si muovono su due Fiat Punto (entrambe rubate in un’autofficina di Guastalla, l’auto più vecchia viene usata come ariete per sfondare ed entrare nel locale). I carabinieri sanno che le due macchine sono rimaste nella Bassa e si aspettano un nuovo assalto che si materializza mezz’ora a dopo a Reggiolo, nel bar Le Chats (scassinate anche qui le slot) . A quel punto il cerchio si stringe, perché confluiscono in zona diverse pattuglie e un equipaggio del nucleo radiomobile di Guastalla infatti intercetta i ladri. È l’inizio dell’inseguimento decisivo e in centro a Reggiolo i militari riescono a bloccare il serbo 28enne Bojan Mitov di Gonzaga (Mantova). Gli altri sono riusciti a fuggire in auto, ma attraverso i numeri dei complici memorizzati nel telefonino, i carabinieri riescono a sorprendere gli altri tre proprio nell’abitazione di Mitov. Fra loro c’è anche una donna, la 22enne Eleonora Solazzo di Campegine e con lei vengono fermati il pakistano 25enne Alì Mansoor Khusai (nato a Correggio, ma residente a Gonzaga) e il 23enne Stefano Ibraimovic di San Benedetto Po (Mantova). Da qui all’arresto in caserma a Guastalla il passo è breve, con una serie di accuse: concorso in furto aggravato e continuato, ricettazione delle due auto rubate e possesso di oggetti allo scasso. E le indagini proseguono, perché c’è il sospetto che siano coinvolti in altri colpi simili.
Poche ore dopo, cioè in tarda mattinata, i quattro hanno ieri affrontato l’udienza di convalida dell’arresto in tribunale a Reggio. Davanti al giudice Cristina Beretti, tutti gli imputati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per loro il pm Maria Rita Pantani – che coordina le indagini dell’Arma – ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocato difensore Elena Ravelli ha chiesto la scarcerazione o l’obbligo di firma, facendo riferimento al fatto che i suoi assistiti sono tutti incensurati ad eccezione di Mitov con sulle spalle un decreto penale di condanna («Ma non si tratta di un precedente grave»), aggiungendo che siamo nel contesto della sospensione condizionale della pena («Sotto i tre anni di reclusione»). Il giudice Beretti ha optato per gli arresti domiciliari (nelle rispettive residenze) e i quattro giovani saranno giudicati il 5 luglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Decisamente movimentata, quindi, la nottata dei carabinieri. L’allarme scatta alle 3, perché il bar Stazione – a Rolo – è stato derubato. Velocemente si porta sul posto una pattuglia dei carabinieri di Fabbrico e i militari non ci mettono molto a ricostruire la situazione: i ladri sono in quattro e si muovono su due Fiat Punto (entrambe rubate in un’autofficina di Guastalla, l’auto più vecchia viene usata come ariete per sfondare ed entrare nel locale). I carabinieri sanno che le due macchine sono rimaste nella Bassa e si aspettano un nuovo assalto che si materializza mezz’ora a dopo a Reggiolo, nel bar Le Chats (scassinate anche qui le slot) . A quel punto il cerchio si stringe, perché confluiscono in zona diverse pattuglie e un equipaggio del nucleo radiomobile di Guastalla infatti intercetta i ladri. È l’inizio dell’inseguimento decisivo e in centro a Reggiolo i militari riescono a bloccare il serbo 28enne Bojan Mitov di Gonzaga (Mantova). Gli altri sono riusciti a fuggire in auto, ma attraverso i numeri dei complici memorizzati nel telefonino, i carabinieri riescono a sorprendere gli altri tre proprio nell’abitazione di Mitov. Fra loro c’è anche una donna, la 22enne Eleonora Solazzo di Campegine e con lei vengono fermati il pakistano 25enne Alì Mansoor Khusai (nato a Correggio, ma residente a Gonzaga) e il 23enne Stefano Ibraimovic di San Benedetto Po (Mantova). Da qui all’arresto in caserma a Guastalla il passo è breve, con una serie di accuse: concorso in furto aggravato e continuato, ricettazione delle due auto rubate e possesso di oggetti allo scasso. E le indagini proseguono, perché c’è il sospetto che siano coinvolti in altri colpi simili.
Poche ore dopo, cioè in tarda mattinata, i quattro hanno ieri affrontato l’udienza di convalida dell’arresto in tribunale a Reggio. Davanti al giudice Cristina Beretti, tutti gli imputati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per loro il pm Maria Rita Pantani – che coordina le indagini dell’Arma – ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocato difensore Elena Ravelli ha chiesto la scarcerazione o l’obbligo di firma, facendo riferimento al fatto che i suoi assistiti sono tutti incensurati ad eccezione di Mitov con sulle spalle un decreto penale di condanna («Ma non si tratta di un precedente grave»), aggiungendo che siamo nel contesto della sospensione condizionale della pena («Sotto i tre anni di reclusione»). Il giudice Beretti ha optato per gli arresti domiciliari (nelle rispettive residenze) e i quattro giovani saranno giudicati il 5 luglio.
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