Gazzetta di Reggio

Reggio

festa di ri-riparazione 

Al Tunnel musica e drag queen 

di Adriano Arati
Al Tunnel musica e drag queen 

Al circolo Arci si danza fino all’alba all’insegna dei diritti Lgbti

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REGGIO EMILIA. Fino al mattino. Salutata la piazza poco prima delle 23, dopo ore di discorsi, balli e musiche seguite alla fine del corteo, il Gay Pride si è chiuso solamente nelle prime ore della domenica al circolo Tunnel di via del Chionso, uno dei partner della manifestazione e sede dell’ultima tappa, quella dedicata al ballo. È qui che si è svolta la festa che ha concluso ufficialmente la manifestazione, rinominata in corso d’opera ironicamente “festa di ri-riparazione” una volta appresa l’organizzazione della processione da parte del comitato Beata Giovanna Scopelli.
Diverse centinaia di persone si sono progressivamente trasferite dal centro al Tunnel fra le 23 e la mezzanotte, in tempo per l’inizio delle esibizioni dei vari dj e degli spettacoli, sempre “a tema”. La stella principale era la drag queen Farida Kant, e al suo fianco si sono alternati parecchi altri artisti e ballerini, fra gli applausi del presenti. Ancora più colorato il pubblico, con persone addobbate con sgargianti costumi predisposti dall’occasione tranquillamente a fianco di chi si è presentato in via del Chionso con la tenuta comoda usata nel pomeriggio per il lunghissimo corteo.
Il Tunnel si è riempito sino alla totale capienza, con un continuo viavai nelle prime ore domenicali di ragazze e ragazzi che si alternavano alla festa. All’interno, oltre a gran parte degli organizzatori, molti degli ospiti d’onore del Pride, rimasti a Reggio per la notte così come altri partecipanti, che si erano organizzati in precedenza prenotando stanze in alberghi e bed and breakfast, non a caso completamente esauriti per il fine settimana.
Una conclusione allegra dopo una giornata molto soddisfacente ma pure molto impegnativa soprattutto per lo staff, alle prese con le inevitabili paure e problematiche legate a un evento da migliaia di persone.
La festa al Tunnel è stata anche un’occasione di ritorno a casa per molti frequentatori reggiani delle serate gay e lgbt delle attive scene modenesi e bolognesi. Per una volta il ritrovo era nella loro città, senza necessità o voglia di impegnarsi in faticose trasferte notturne.
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