cadelbosco, il comitato “aria pulita”
Maiali e biogas, ancora polemiche «Restano rischi di nuove porcilaie»
CADELBOSCO SOPRA. Prove di dialogo tra amministrazione comunale e comitato “Aria Pulita”. Giovedì 8, alle 21 nel circolo Arci “Lombardo Chierici” di Cadelbosco Sotto, si terrà un incontro pubblico...
2 MINUTI DI LETTURA
CADELBOSCO SOPRA. Prove di dialogo tra amministrazione comunale e comitato “Aria Pulita”. Giovedì 8, alle 21 nel circolo Arci “Lombardo Chierici” di Cadelbosco Sotto, si terrà un incontro pubblico sul tema “Allevamenti suinicoli e impianti a biogas”. All'incontro ci sarà anche il sindaco Tania Tellini che, il 3 aprile scorso, aveva declinato l'invito da parte del comitato che, di sua iniziativa, aveva organizzato un’assemblea pubblica per discutere delle problematiche ambientali legate all’ampliamento degli allevamenti suinicoli “Aras” e “Fontanelle” e alla realizzazione di impianti a biogas a pollina.
Ma qual è la situazione ad oggi? Dal comitato “Aria Pulita” fanno sapere che, al di là di aver preso atto che l'impianto a biogas a pollina non verrà costruito, la posizione resta quella della difesa dell’ambiente anche perché «questo territorio – ricordano i membri del comitato – ha già pagato un contributo pesante sia in termini di inquinamento, a partire dalle aziende di eternit oltre alla discarica di Villa Seta e reflui zootecnici nei terreni, sia in termini di vite umane» e che quindi «sarà sempre contrario ad ampliamenti suinicoli o a nuovi impianti biogas piccoli o grandi che siano».
Dall’altra parte l’amministrazione comunale deve cercare di fare da mediatore. Anzitutto per evitare ricorsi al Tar da parte degli imprenditori suinicoli che per la loro attività chiedono di fare ulteriori investimenti nel rispetto delle norme vigenti e che per legge né Ausl, né Arpa, né ufficio tecnico Comunale possono esimersi dall’autorizzare. Poi il Comune deve evitare lo scontro sociale con la popolazione.
Ora il problema è che l’azienda ha rinunciato all’impianto a biogas alimentato da pollina proveniente dal ferrarese che avrebbe voluto realizzare. Al suo posto però chiede di costruire un impianto più piccolo di 99 kilowatt (anziché di 299) che tratterà solo reflui degli allevamenti suinicoli oltre a letame bovino. L'impianto, se autorizzato, può essere costruito in meno di un mese.
Ma per far funzionare un impianto di 100 kW occorrono circa 8mila capi di suini da ingrasso. Anche se i due impianti a biogas saranno ridimensionati, sarà comunque concesso l’ampliamento dell’allevamento della “Tenuta Vincenzo” da 1.700 a 7mila maiali? E l’allevamento “Le Fontanelle”, che oggi ospita 3.500 capi, sarà ulteriormente ampliato?
Il comitato “Aria pulita per Cadelbosco” su questi probabili ampliamenti mantiene la sua posizione: «non un solo maiale in più per nessuna ragione al mondo».
«Non siamo nati per prestare attenzione agli interessi particolari di imprenditori del tutto estranei al nostro territorio – aveva dichiarato il presidente del comitato Claudio Giacca – ma per difendere il diritto a una vita migliore dell’intera collettività». (m.p.)
Ma qual è la situazione ad oggi? Dal comitato “Aria Pulita” fanno sapere che, al di là di aver preso atto che l'impianto a biogas a pollina non verrà costruito, la posizione resta quella della difesa dell’ambiente anche perché «questo territorio – ricordano i membri del comitato – ha già pagato un contributo pesante sia in termini di inquinamento, a partire dalle aziende di eternit oltre alla discarica di Villa Seta e reflui zootecnici nei terreni, sia in termini di vite umane» e che quindi «sarà sempre contrario ad ampliamenti suinicoli o a nuovi impianti biogas piccoli o grandi che siano».
Dall’altra parte l’amministrazione comunale deve cercare di fare da mediatore. Anzitutto per evitare ricorsi al Tar da parte degli imprenditori suinicoli che per la loro attività chiedono di fare ulteriori investimenti nel rispetto delle norme vigenti e che per legge né Ausl, né Arpa, né ufficio tecnico Comunale possono esimersi dall’autorizzare. Poi il Comune deve evitare lo scontro sociale con la popolazione.
Ora il problema è che l’azienda ha rinunciato all’impianto a biogas alimentato da pollina proveniente dal ferrarese che avrebbe voluto realizzare. Al suo posto però chiede di costruire un impianto più piccolo di 99 kilowatt (anziché di 299) che tratterà solo reflui degli allevamenti suinicoli oltre a letame bovino. L'impianto, se autorizzato, può essere costruito in meno di un mese.
Ma per far funzionare un impianto di 100 kW occorrono circa 8mila capi di suini da ingrasso. Anche se i due impianti a biogas saranno ridimensionati, sarà comunque concesso l’ampliamento dell’allevamento della “Tenuta Vincenzo” da 1.700 a 7mila maiali? E l’allevamento “Le Fontanelle”, che oggi ospita 3.500 capi, sarà ulteriormente ampliato?
Il comitato “Aria pulita per Cadelbosco” su questi probabili ampliamenti mantiene la sua posizione: «non un solo maiale in più per nessuna ragione al mondo».
«Non siamo nati per prestare attenzione agli interessi particolari di imprenditori del tutto estranei al nostro territorio – aveva dichiarato il presidente del comitato Claudio Giacca – ma per difendere il diritto a una vita migliore dell’intera collettività». (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
