parla il sindaco
Ricostruire ponti coi cutresi onesti
Vecchi boccia il modello dell’enclave: «Serve una convivenza civile»
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REGGIO EMILIA. «Dobbiamo ricostruire i ponti di una civile convivenza con le migliaia di cutresi onesti per evitare che Aemilia crei un solco profondo con la parte buona di quella comunità che vive e lavora qui da anni. Ed anche per evitare che chi oggi sta dentro le gabbie del processo si senta legittimato a rappresentare tutti i calabresi».
È quanto detto ieri dal sindaco Luca Vecchi durante il convegno promosso in città dalla Cgil per fare il punto sulle reazioni del territorio alle infiltrazioni mafiose. «Con i cutresi - osserva poi il sindaco - si è creata una comunità nella comunità: è un modello che non funziona. Non penso che la loro integrazione sia stata accompagnata come avviene oggi per chi arriva qui». Sulla stessa linea l’esperto di fenomeni criminali Enzo Ciconte, che ribadisce: «La ’ndrangheta è una minoranza della Calabria». Ed anche il governatore regionale Stefano Bonaccini: «La mafia c'è stata ed è stata sottovalutata. Ma l’Emilia-Romagna non è terra di mafia».
Nel suo intervento il presidente della provincia Giammaria Manghi difende invece i protocolli di legalità siglati sul territorio e dice: «Servono e sono uno strumento utile soprattutto agli enti più piccoli che non hanno personale adeguato».
È quanto detto ieri dal sindaco Luca Vecchi durante il convegno promosso in città dalla Cgil per fare il punto sulle reazioni del territorio alle infiltrazioni mafiose. «Con i cutresi - osserva poi il sindaco - si è creata una comunità nella comunità: è un modello che non funziona. Non penso che la loro integrazione sia stata accompagnata come avviene oggi per chi arriva qui». Sulla stessa linea l’esperto di fenomeni criminali Enzo Ciconte, che ribadisce: «La ’ndrangheta è una minoranza della Calabria». Ed anche il governatore regionale Stefano Bonaccini: «La mafia c'è stata ed è stata sottovalutata. Ma l’Emilia-Romagna non è terra di mafia».
Nel suo intervento il presidente della provincia Giammaria Manghi difende invece i protocolli di legalità siglati sul territorio e dice: «Servono e sono uno strumento utile soprattutto agli enti più piccoli che non hanno personale adeguato».
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