Ausl e Santa Maria «Emergenze, la rete verrà potenziata»
Le aziende sanitarie replicano all’affondo della Fp-Cgil «Criticità? È prevista una riorganizzazione del personale»
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REGGIO EMILIA . «La difficoltà a reperire medici dell’emergenza urgenza è nota e rappresenta purtroppo una carenza cronica a livello nazionale. Per reclutare questi professionisti a livello provinciale in questi anni sono stati attivati numerosi bandi di concorso e di mobilità. Solo nell’ultimo anno e mezzo sono stati pubblicati 16 bandi per il reclutamento del personale medico ed un bando è attualmente attivo. Altri ne sono previsti entro la fine del 2017».
Così dall’Ausl e dal Santa Maria Nuova replicano all’affondo della Fp-Cgil, che alla vigilia della nascita dell’azienda unica, in programma dall’1 luglio, aveva denunciato le «condizioni critiche» della rete provinciale dei «pronto soccorso» e delle auto mediche. Una denuncia sollevata attraverso una lettera aperta, dopo che la richiesta di incontro con Ausl e ospedale sul «progressivo aggravamento della situazione» – avanzata nel luglio del 2016 e sollecitata in seguito – secondo il sindacato non ha avuto risposta. Fra le criticità sollevate, carenza di personale difficoltà legate all’unificazione del servizio di emergenza 118, ora centralizzato a Parma.
«Per quanto riguarda il personale infermieristico va specificato che è previsto un potenziamento dell’organico, realizzabile al completamento della procedura concorsuale attivata per reclutare personale, attualmente in corso – replicano ora dall’Ausl e dal Santa Maria – Il potenziamento della rete dell’emergenza urgenza è da tempo una delle priorità delle aziende sanitarie, come più volte dichiarato pubblicamente dai direttori delle due aziende pubbliche della provincia, anche sui tavoli istituzionali della Regione e della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria. Se infatti un cittadino può scegliere di fare una visita specialistica in strutture diverse, una persona che ha bisogno di assistenza e cura in emergenza-urgenza deve affidarsi alla rete dei servizi disponibile nel territorio. A questo proposito non solo si implementeranno le unità di personale all’interno dei diversi Pronto Soccorso degli ospedali della provincia, ma si cercherà anche di riorganizzare l’attività di assistenza attraverso un diverso utilizzo dei punti di automedica».
Dalle due aziende sanitarie aggiungono che «per garantire una migliore assistenza si è provveduto inoltre a sottoscrivere una nuova convenzione con le associazioni di volontariato Croce Rossa e Anpas, volta ad ottimizzare in modo particolare l’attività di emergenza urgenza. Le possibili soluzioni che prevedono una riorganizzazione dei servizi di emergenza territoriale e di primo intervento sono, con diverse opzioni, allo studio del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza e delle Direzioni generali». Dal punto di vista del personale, «queste soluzioni potranno configurare una riallocazione degli organici professionali, medici e infermieristici, in ambito di emergenza urgenza che, a risorse invariate, comporterà una conseguente rideterminazione in altre aree, secondo logiche di priorità ed appropriatezza allocativa. Sarà utile verificare sul campo la disponibilità delle organizzazioni sindacali a condividere obiettivi, scelte e decisioni conseguenti».
Quanto al 118, «i contatti con gli operatori della Centrale Operativa 118 di Parma sono costanti e volti al continuo miglioramento dell’assistenza».
Dalle due aziende, infine, parte un invito a «tranquillizzare i cittadini di questa provincia che questa situazione, che non è di oggi, non ha mai impedito di fornire un’assistenza tempestiva e appropriata, grazie all’impegno di tutti i professionisti del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza e delle Direzioni».
Così dall’Ausl e dal Santa Maria Nuova replicano all’affondo della Fp-Cgil, che alla vigilia della nascita dell’azienda unica, in programma dall’1 luglio, aveva denunciato le «condizioni critiche» della rete provinciale dei «pronto soccorso» e delle auto mediche. Una denuncia sollevata attraverso una lettera aperta, dopo che la richiesta di incontro con Ausl e ospedale sul «progressivo aggravamento della situazione» – avanzata nel luglio del 2016 e sollecitata in seguito – secondo il sindacato non ha avuto risposta. Fra le criticità sollevate, carenza di personale difficoltà legate all’unificazione del servizio di emergenza 118, ora centralizzato a Parma.
«Per quanto riguarda il personale infermieristico va specificato che è previsto un potenziamento dell’organico, realizzabile al completamento della procedura concorsuale attivata per reclutare personale, attualmente in corso – replicano ora dall’Ausl e dal Santa Maria – Il potenziamento della rete dell’emergenza urgenza è da tempo una delle priorità delle aziende sanitarie, come più volte dichiarato pubblicamente dai direttori delle due aziende pubbliche della provincia, anche sui tavoli istituzionali della Regione e della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria. Se infatti un cittadino può scegliere di fare una visita specialistica in strutture diverse, una persona che ha bisogno di assistenza e cura in emergenza-urgenza deve affidarsi alla rete dei servizi disponibile nel territorio. A questo proposito non solo si implementeranno le unità di personale all’interno dei diversi Pronto Soccorso degli ospedali della provincia, ma si cercherà anche di riorganizzare l’attività di assistenza attraverso un diverso utilizzo dei punti di automedica».
Dalle due aziende sanitarie aggiungono che «per garantire una migliore assistenza si è provveduto inoltre a sottoscrivere una nuova convenzione con le associazioni di volontariato Croce Rossa e Anpas, volta ad ottimizzare in modo particolare l’attività di emergenza urgenza. Le possibili soluzioni che prevedono una riorganizzazione dei servizi di emergenza territoriale e di primo intervento sono, con diverse opzioni, allo studio del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza e delle Direzioni generali». Dal punto di vista del personale, «queste soluzioni potranno configurare una riallocazione degli organici professionali, medici e infermieristici, in ambito di emergenza urgenza che, a risorse invariate, comporterà una conseguente rideterminazione in altre aree, secondo logiche di priorità ed appropriatezza allocativa. Sarà utile verificare sul campo la disponibilità delle organizzazioni sindacali a condividere obiettivi, scelte e decisioni conseguenti».
Quanto al 118, «i contatti con gli operatori della Centrale Operativa 118 di Parma sono costanti e volti al continuo miglioramento dell’assistenza».
Dalle due aziende, infine, parte un invito a «tranquillizzare i cittadini di questa provincia che questa situazione, che non è di oggi, non ha mai impedito di fornire un’assistenza tempestiva e appropriata, grazie all’impegno di tutti i professionisti del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza e delle Direzioni».
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