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POLEMICA IN CONSIGLIO 

Cavriago città aperta replica «Da Chilloni solo accuse false»

CAVRIAGO. Dopo le accuse di Francesca Chilloni indirizzare al consigliere Fabio Braglia, reo di averla interrotta con toni bruschi ed offensivi nella seduta del consiglio del 30 maggio, è arrivata la...

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CAVRIAGO. Dopo le accuse di Francesca Chilloni indirizzare al consigliere Fabio Braglia, reo di averla interrotta con toni bruschi ed offensivi nella seduta del consiglio del 30 maggio, è arrivata la risposta di “Cavriago città aperta”, il gruppo consiliare al quale appartiene Braglia: «Abbiamo atteso alcuni giorni – si legge nel comunicato stampa inoltrato – poiché crediamo fosse necessario smaltire la concitazione, noi per primi, e riportare il ragionamento nel merito della questione che ha fatto perdere le staffe».

«Nelle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dalla maggioranza Pd – continua – viene accusato il nostro consigliere Davide Braglia di avere “aggredito” Francesca Chilloni, del gruppo Cavriago Democratica, con “violenza verbale” e “atti minacciosi”. Nella dinamica reale dei fatti Braglia ha commentato ad alta voce il discorso della Chilloni, interrompendone l’intervento. Siamo assolutamente consapevoli che questa cosa è sbagliata e non deve essere fatta. Di questo chiediamo scusa alla consigliera Chilloni e ci impegniamo a non ripetere questo errore».

Poi nel comunicato si prova a ricostruire l’accaduto.

«Questi i fatti: Braglia ha illustrato la mozione avanzata dal nostro gruppo relativa all’azzeramento dei finanziamenti destinati all’edilizia religiosa, cosiddetti U2. La nostra mozione voleva portare all’attenzione del consiglio il fatto che, a fronte di un finanziamento di circa 130.000 euro negli ultimi dieci anni, non è chiaro quali interventi siano stati realmente sostenuti. La risposta da parte della consigliera Chilloni era completamente fuori tema, centrata sulla sussidiarietà e non sui finanziamenti all’edilizia. A questo si è aggiunta una evidente strumentalizzazione delle opere sociali e dei servizi della parrocchia, il cui operato conosciamo bene e che lo stesso Braglia ha avuto modo di apprezzare avendo fatto anni di volontariato. Il tema in discussione era tutt’altro mentre la risposta della Chilloni era un chiaro tentativo di parlare di altro. Evidentemente perché nel merito dei finanziamenti U2 la maggioranza non aveva argomenti forti da controbattere. È questo che ci ha spazientiti. Ma non è vero che Braglia ha aggredito la consigliera in questione e dichiarare che Braglia ha usato violenza verbale e l’ha minacciata è un’accusa falsa e inaccettabile, che lede reputazione e rispettabilità di una persona e che deve necessariamente essere provata. Del resto si sa che le sedute del consiglio e sono registrate. L’unica persona ad essere stata oggetto di vere e proprie minacce è stato proprio Braglia da parte di un altro consigliere di opposizione. Ma di questo non v’è traccia nei comunicati dei giorni scorsi».

«Contestualmente – conclude il comunicato – critichiamo l’operato del sindaco che, in qualità di presidente del consiglio comunale, non è stato in grado di gestire i lavori dell’assemblea. Anzi ha contribuito, con atteggiamenti e dichiarazioni irrispettose nei confronti del nostro gruppo, ad alimentare la conflittualità verbale della seduta. Il presidente dell’assemblea dovrebbe essere super partes».

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