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«Decreto Minniti? Solo una scusa» 

«Decreto Minniti? Solo una scusa» 

Il capogruppo Pd, Andrea Capelli, sullo scontro politico interno alla maggioranza

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REGGIO EMILIA. «La bagarre in consiglio comunale sul decreto Minniti? Si tratta solo di un pretesto elettorale in vista delle elezioni e nulla più». Non le manda certo a dire il capogruppo del Partito Democratico in consiglio, Andrea Capelli, riguardo alle divisioni politiche interne alla maggioranza che sono emerse durante la seduta di lunedì in Sala Tricolore.

Capelli, all’interno del sempre più sfaccettato gruppo di politici che sostiene il sindaco Vecchi, è l’uomo dell’unità. Quello che fino ad ora è sempre stato capace, a volte non senza difficoltà, di far soffiare nella stessa direzione venti politici non sempre uniformi. Adesso però, dopo le recenti scissioni interne al Pd e il miraggio delle elezioni anticipate che qualcuno già vede all’interno dei corridoi romani, le tensioni cominciano a crescere anche a Reggio Emilia.

Tanto che anche Capelli risponde tono su tono a quello che è successo in consiglio, quando Lucia Lusenti di Sinistra Italiana ha votato contro al suo ordine del giorno sul decreto Minniti. Mentre De Lucia e Pavarini del Pd si sono astenuti. «In quell’ordine del giorno – spiega il capogruppo – abbiamo rimarcato la nostra posizione come Partito Democratico. E prendo atto che la Lusenti ha preferito votare contro assieme a Forza Italia, nonostante lei stessa mi abbia rinfacciato lo stesso comportamento in un’occasione precedente. Dobbiamo entrare nell’ottica che alle prossime elezioni Sinistra Italiana e Mdp saranno forze politiche avversarie. E la campagna elettorale sta cominciando come si vede da queste scaramucce. Scontri che saranno probabilmente sempre più evidenti». (l.g.)

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