comitati in piazza
Le destre insistono «Alla fiaccolata ci saremo»
REGGIO EMILIA. Difendi Reggio, uno dei comitati di cittadini che vede tra le sue fila molti esponenti di destra, torna ad aderire alla manifestazione indetta il 12 giugno dai comitati di quartiere...
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REGGIO EMILIA. Difendi Reggio, uno dei comitati di cittadini che vede tra le sue fila molti esponenti di destra, torna ad aderire alla manifestazione indetta il 12 giugno dai comitati di quartiere reggiani sul numero di richiedenti asilo da ospitare a Reggio Emilia, attraverso un a una lettera firmata da 75 persone. «È davanti agli occhi di tutti – spiegano, motivando la loro partecipazione – il degrado della città. Nonostante importanti investimenti urbanistici, dilagano i furti contro le nostre case, maleducazione, immigrazione disordinata, parcheggiata a non far nulla nelle vie e nelle piazze, criminalità di strada. Il tutto avviene nella congiuntura di gravi vicende criminali ed economiche che hanno colpito Reggio Emilia: il ritrovarsi la città indicata come “epicentro di ‘Ndrangheta" ed il crollo delle grandi cooperative protagoniste della "cementificazione" del territorio reggiano».
Perciò in questo contesto, prosegue il comitato, «l’applicazione sul corpo vivo della società reggiana di un concetto di accoglienza, interpretato in maniera ideologica e politicamente strumentalizzato, può avere gravi conseguenza sull’equilibrio sociale della nostra città e del nostro territorio già sofferente da anni di crisi economica». Si contesta anche, concludono i 75 firmatati, che «è legittimo chiedere alle istituzioni che non si prestino a questa catastrofe sociale, umana, politica e geopolitica, rifiutando la pseudo–accoglienza di profughi e richiedenti asilo, esito delle ignobili tratte di schiavisti-scafisti-mafiosi. E si chiede anche, con l’appoggio dei reggiani, che il Comune invii al Governo istanza perché agisca, nell'interesse dei reggiani e degli Italiani».
Perciò in questo contesto, prosegue il comitato, «l’applicazione sul corpo vivo della società reggiana di un concetto di accoglienza, interpretato in maniera ideologica e politicamente strumentalizzato, può avere gravi conseguenza sull’equilibrio sociale della nostra città e del nostro territorio già sofferente da anni di crisi economica». Si contesta anche, concludono i 75 firmatati, che «è legittimo chiedere alle istituzioni che non si prestino a questa catastrofe sociale, umana, politica e geopolitica, rifiutando la pseudo–accoglienza di profughi e richiedenti asilo, esito delle ignobili tratte di schiavisti-scafisti-mafiosi. E si chiede anche, con l’appoggio dei reggiani, che il Comune invii al Governo istanza perché agisca, nell'interesse dei reggiani e degli Italiani».
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