Organici carenti, la penitenziaria protesta
Domani i rappresentanti del Sappe saranno presenti alla mobilitazione regionale a Bologna
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REGGIO EMILIA. Il reparto di Polizia Penitenziaria che opera nelle carceri di Reggio Emilia è ancora in affanno «a causa della gravissima carenza di personale». Gli agenti, che soffrono anche il sovraccarico dovuto ai servizi per il processo Aemilia, hanno da poco tirato un piccolo sospiro di sollievo con l'insediamento del nuovo comandante del reparto, Mauro Pellegrino. Gli agenti affermano di aver «riacquistato l'entusiasmo per adempiere ai propri compiti istituzionali in un ambiente lavorativo con un clima disteso e sereno - scrive Michele Malorni del Sappe, sindacato di categoria - Questi, presupposti necessari ed assoluti per garantire ordine, disciplina e sicurezza, elementi per un sicuro raggiungimento degli obbiettivi “efficienza ed efficacia” di una struttura penitenziaria con una organizzazione stabile e seria».
Gli agenti parlano quindi di una forte motivazione perché, grazie al rinforzo al vertice, non si sentono più soli al di là della stanchezza per i turni di servizio estenuanti e per le difficoltà nel fruire dei propri diritti inviolabili (riposi e ferie ). «Siamo pronti a mettere in campo altri sacrifici per l’'altissimo senso del dovere e per la forte abnegazione» dice Malorni, segretario provinciale del Sappe, che aveva già rappresentato l’esigenza di una assegnazione di un comandante del reparto con esperienza, attitudini e capacità professionali per una riorganizzazione generale di una struttura penitenziaria complessa come quella di Reggio Emilia.
L’auspicio del Sappe, è quello di conservare il clima lavorativo attuale anche nel futuro, «con l’invito a tutte le figure competenti a provvedere per l'integrazione delle risorse carenti nei diversi ruoli: 11 ispettori, 11 sovrintendenti e 30 agent)». Per questo motivo il Sappe di Reggio Emilia aderirà alla manifestazione di protesta fissata per domani davanti alla sede del provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Emilia Romagna e Marche di Bologna .
«Ora ci sono tutti i presupposti per poter garantire il dovere della produttività, dateci gli strumenti (risorse umane, meccaniche ed economiche) e i livelli professionali saranno quelli giusti per riconfermare anche la continuità regolare con ordine, disciplina e sicurezza del processo Aemilia» scrive il sindacato.
Gli agenti parlano quindi di una forte motivazione perché, grazie al rinforzo al vertice, non si sentono più soli al di là della stanchezza per i turni di servizio estenuanti e per le difficoltà nel fruire dei propri diritti inviolabili (riposi e ferie ). «Siamo pronti a mettere in campo altri sacrifici per l’'altissimo senso del dovere e per la forte abnegazione» dice Malorni, segretario provinciale del Sappe, che aveva già rappresentato l’esigenza di una assegnazione di un comandante del reparto con esperienza, attitudini e capacità professionali per una riorganizzazione generale di una struttura penitenziaria complessa come quella di Reggio Emilia.
L’auspicio del Sappe, è quello di conservare il clima lavorativo attuale anche nel futuro, «con l’invito a tutte le figure competenti a provvedere per l'integrazione delle risorse carenti nei diversi ruoli: 11 ispettori, 11 sovrintendenti e 30 agent)». Per questo motivo il Sappe di Reggio Emilia aderirà alla manifestazione di protesta fissata per domani davanti alla sede del provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Emilia Romagna e Marche di Bologna .
«Ora ci sono tutti i presupposti per poter garantire il dovere della produttività, dateci gli strumenti (risorse umane, meccaniche ed economiche) e i livelli professionali saranno quelli giusti per riconfermare anche la continuità regolare con ordine, disciplina e sicurezza del processo Aemilia» scrive il sindacato.
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