polemiche interne
Uscite e scissioni Il partito di Salvini cambia pelle
REGGIO EMILIA. Dopo rinvii a oltranza il congresso provinciale della Lega Nord, se pur con un solo candidato, ha finalmente avuto luogo. Ma le scissioni interne restano. Cicatrici non rimarginate fra...
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REGGIO EMILIA. Dopo rinvii a oltranza il congresso provinciale della Lega Nord, se pur con un solo candidato, ha finalmente avuto luogo. Ma le scissioni interne restano. Cicatrici non rimarginate fra un vecchio modello di partito secessionista e il “nuovo che avanza”. Non quello di Renzi ma quello dell’altro Matteo, Salvini, che sta imponendo i suoi uomini nelle amministrazioni locali. E anche a Reggio Emilia, dove regnano i fedelissimi astri nascenti del Carroccio Gianluca Vinci, segretario della Lega Emilia e capogruppo in Sala del Tricolore, e Matteo Melato, commissario reggiano. Una delle prime vittime è stata Giovanni Canovi, che qualche mese fa ha deciso di presentare le dimissioni da capogruppo in consiglio del gruppo Quattro Castella Libera, restando consigliere autonomo. Si contano poi Gabriele Fossa, ex segretario provinciale ed ex capogruppo in Sala Tricolore, e il suo corrispettivo scandianese, Fabio Ferrari, nel 2015 commissario provinciale del partito a Modena, raggiunti da lettere con richieste di espulsioni al pari di Ombretta Zambelli, nome storico della Lega a Casalgrande. Ma la “morìa” di consiglieri leghisti in provincia ne conta in totale sono circa una ventina.
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