tragedia di viale piave
Ai parenti di Sylve bloccati in appello 600mila euro
REGGIO EMILIA. La corte d’Appello di Bologna ha sospeso l’esecutività del risarcimento ai familiari di Sylvester Agyemang. Il giovane di 14 anni è morto alla fermata dell’autobus 2 in viale Piave, il...
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REGGIO EMILIA. La corte d’Appello di Bologna ha sospeso l’esecutività del risarcimento ai familiari di Sylvester Agyemang. Il giovane di 14 anni è morto alla fermata dell’autobus 2 in viale Piave, il 13 gennaio del 2014. Una tragedia che ha portato a un processo penale che vede imputati per omicidio colposo in cooperazione l’autista dell’autobus Giuseppe Picone e l’ex amministratore delegato Filippo Allegra, oltre al responsabile dell’autofficina di Seta, Maurizio Coli.
Nel frattempo il giudice Chiara Zompì aveva deciso in sede civile che alla famiglia ghanese di Sylvester sarebbero dovuti andare 820mila euro. A versare quanto dovuto deve essere la Cattolica Assicurazioni, che ora in appello si è vista accogliere il ricorso sul risarcimento. In pratica i 220mila euro già versati alla famiglia non sono in discussione. Gli altri 600mila - oggetto di un pignoramento in banca alla Cattolica di sposto su richiesta della parte civile - vengono negati alla famiglia.
L’avvocato Andrea Pellegrini, legale di fiducia della famiglia Agyemang, si è detto «sereno in attesa che venga definita la causa in secondo grado». Per i giudici della corte la ricostruzione dei profili di responsabilità sarebbero suscettibili di revisione.
Nel frattempo il giudice Chiara Zompì aveva deciso in sede civile che alla famiglia ghanese di Sylvester sarebbero dovuti andare 820mila euro. A versare quanto dovuto deve essere la Cattolica Assicurazioni, che ora in appello si è vista accogliere il ricorso sul risarcimento. In pratica i 220mila euro già versati alla famiglia non sono in discussione. Gli altri 600mila - oggetto di un pignoramento in banca alla Cattolica di sposto su richiesta della parte civile - vengono negati alla famiglia.
L’avvocato Andrea Pellegrini, legale di fiducia della famiglia Agyemang, si è detto «sereno in attesa che venga definita la causa in secondo grado». Per i giudici della corte la ricostruzione dei profili di responsabilità sarebbero suscettibili di revisione.
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