Gazzetta di Reggio

Reggio

Il fratello gli affida il figlio e lui abusa del nipotino 

di Enrico Lorenzo Tidona
Il fratello gli affida il figlio e lui abusa del nipotino 

Alla sbarra un uomo di 51 anni imputato di violenza su minore. I fatti nel 2014 Ad accusarlo sono le sorelline del bimbo che hanno parlato con le assistenti

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REGGIO EMILIA. Una madre che sparisce all’improvviso e la famiglia che rischia la disgregazione, tenuta insieme da un padre costretto a lavorare a più non posso per sfamare i tre figli, uno dei quali finisce vittima dell’orco. È la storia che si sta pian piano componendo durante le tante udienze in tribunale a Reggio, dove un uomo è accusato di violenza su minore. I due, vittima e carnefice, come spesso capita in questi casi, non sono sconosciuti tra loro e il reato sarebbe stato reiterato in più occasioni. L’uomo in questione, infatti, è lo zio 51enne del piccolo. Un imputato mai comparso in udienza nonostante la grave accusa mossa dal sostituto procuratore Cristina Giannusa nel processo collegiale presieduto dal giudice Alessandra Cardarelli (a latere i magistrati Luca Ramponi e Simone Medioli Devoto). I fatti contestati sono stati rilevati nel 2014: la madre si allontana dalla famiglia e il padre resta con i tre figli a carico. Un impegno gravoso, economicamente così come sul fronte del ménage. Ecco allora subentrare lo zio, al quale il padre di famiglia affida i figli mentre è al lavoro. Un aiuto necessario, rilevatosi poi nefasto secondo quanto raccontato dalle due sorelle del bimbo oggetto di violenze. In pratica sono state le due ragazzine a carpire l’atteggiamento dello zio e ad avere la prontezza di comunicarlo alle assistenti sociali.

Da lì sono partiti gli accertamenti e con l’avvio del procedimento è stato eseguito l’incidente probatorio, che ha riportato a riscontri effettivi rispetto ai racconti rilasciati dalle due sorelle, che avevano cercato anche di fotografare lo zio mentre era in atteggiamenti equivoci con il bimbo.

L’imputato, invece, non è mai stato sentito perché non si è mai presentato a processo e non sembra averne intenzione nonostante le insistenze dell’avvocato difensore. La famiglia è ricorsa anche all’affidamento dei bambini durante il periodo ora oggetto del processo. Ieri, in udienza, è stata sentita anche la donna alla quale era stato affidato il bimbo, seguito dai servizi sociali, anche loro testimoni al processo. Una vicenda che giungerà al termine con la sentenza prevista il 19 luglio prossimo, giorno in cui è stato rinviato il processo. Una storia che vede ancora una volta al centro violenze domestiche, avvenute nell’intimità di una famiglia, dove i rapporti tra adulti e minori vengono corrotti dai primi ai danni dei secondi.

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