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Inceneritore a Milanello, è scontro 

Campegine: Rinascita solleva il tema, per Insieme è «un’invenzione pre-voto»

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CAMPEGINE. Acinque giorni dal voto irrompe nella campagna elettorale il tema del futuro dell’area industriale di Milanello e il possibile impianto per il trattamento dei rifiuti o l’inceneritore. La questione, già oggetto di una domanda durante il faccia a faccia tra i due candidati alla Gazzetta, è rilanciata da Rinascita campeginese che sottolinea il suo no a qualsiasi impianto di smaltimento rifiuti nel territorio comunale. Il tema è però considerato una semplice polemica pre-voto dalla lista Insieme per campegine: «È solo un’invenzione da fine campagna elettorale che ci lascia come al solito con poche parole», è il commento di Ivan Righi, indicato come vice-sindaco in caso di vittoria alle elezioni.

La lista civica espressione del comitato del No vincitore al referendum per l’unione dei Comuni sostiene comunque che sia necessario fare anzitutto “un’operazione verità”: «La Gazzetta di Reggio ha anticipato l’ipotesi che l’area industriale del Milanello possa diventare sede di un impianto di trattamento rifiuti – sottolinea Insieme –. Per questo riteniamo giusto spiegare la questione ai cittadini e dire la nostra su questa importante questione».

Secondo Rinascita campeginese il rischio rifiuti a Milanello nasce dal no del Comune di Parma alla Regione. «I nostri rifiuti solidi urbani vengono attualmente conferiti nell’inceneritore di Parma per lo smaltimento – spiegano i rappresentanti della lista civica –, data l’assenza di impianti idonei nella nostra provincia. La Regione ha chiesto al Comune di Parma di aumentare la quantità di rifiuti smaltiti nel proprio inceneritore. Di fronte all’opposizione di Parma, Iren e la Regione potrebbero individuare altre aree per ospitare un impianto di trattamento rifiuti o, addirittura, un altro inceneritore in cambio di contributi economici».

Rinascita campeginese si schiera in maniera netta contro qualsiasi ipotesi che questa area sia individuata nel territorio comunale: «Tra queste aree potrebbe esserci l’area industriale di valenza sovracomunale prevista al Milanello. Di fronte al silenzio di altri, Rinascita Campeginese dichiara sua totale contrarietà a qualsivoglia impianto di smaltimento rifiuti».

I motivi del no vanno dal rischio inquinamento ai possibili problemi di viabilità: «Anzitutto creerebbe problemi sanitari vista la vicinanza con i centri abitati in relazione alla emissione di diossina ed altri agenti inquinanti. Poi produrrebbe un devastante impatto ambientale in relazione di caratteristica di tutela della zona. Infine farebbe crescere il traffico pesante in un’area già interessata dal casello autostradale».

Per Insieme per Campegine, invece, il paese non corre rischi: «L'eventualità della collocazione di inceneritori o impianti di smaltimento rifiuti nel nostro Comune è completamente infondata ed inesistente nei fatti – sostiene Ivan Righi –. Per evitare di cadere in simili scivoloni basterebbe leggere i documenti ufficiali, come ad esempio il Piano regionale di gestione dei rifiuti (mentre il candidato sindaco Menozzi rispose alla Gazzetta dicendo di non avere “elementi tecnici per smentire o confermare”, ndr)». Poi il vice-sindaco designato attacca gli avversari: «Chi produce questo tipo di irresponsabili e inqualificabili illazioni non fa che generare strumentalmente confusione, ingiustificato allarme tra i cittadini e un pessimo clima pre-elettorale». (g.b.)

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