Profughi, a Reggio Emilia una sfida a due che mette in subbuglio il consorzio Romero
Né la Dimora né L’Ovile sono in grado di accogliere tutti. Le cordate potrebbero essere costrette a collaborare
REGGIO EMILIA. L'accoglienza dei richiedenti asilo è, da quest'anno, una partita che si gioca fra due distinte cordate. Le carte si incominceranno a scoprire oggi nella riunione indetta nella sede di Confcooperative, la centrale a cui quasi tutti gli attori in campo aderiscono.
Una cosa sembra assodata: non si potrà innescare una vera concorrenza fra le cooperative sociali che partecipano al bando indetto dalla Prefettura. Il motivo è semplicissimo. È previsto quest'anno l'arrivo di 2.300 persone e, a quanto pare, le due cordate sono in grado di accoglierne, per ora, non più di 1700. Si stima che quella formata da Dimora d'Abramo, Ceis, associazione Papa Giovanni, albergo Italia e cooperativa Ballarò (che gestisce l'ostello della Ghiara) possa arrivare a 1100 posti, mentre l'altra, guidata dalla cooperativa L'Ovile in associazione con le cooperative Madre Teresa, Coress e La Vigna, ne coprirebbe 600.
Quindi non scoppierà una guerra per contendersi i richiedenti asilo. Anzi, le due cordate saranno obbligate a collaborare per aumentare i posti disponibili e dare accoglienza anche ai 600 che coi numeri attuali rimarrebbero esclusi. Negli ambienti di Confcooperative si fa osservare che la realtà reggiana è molto diversa da quella che a Roma ha generato scandalo e malaffare. Non c'è, da noi, la corsa esasperata ad accaparrarsi i fondi pubblici stanziati per accogliere i migranti. Resta da chiarire il perché della separazione. Finora, infatti, l'accoglienza era stata monopolizzata da una rete unitaria, che all'ombra del consorzio Oscar Romero raggruppava sia la Dimora d'Abramo sia L'Ovile, Madre Teresa, Coress e la Vigna. Anche l'ispirazione ideale era e resta la medesima: il solidarismo cristiano. Per giunta la collaborazione era collaudata. Si possono ipotizzare differenze organizzative e la volontà di rimarcare le rispettive autonomie, oltre all'opportunità di non apparire come un blocco monolitico.
Certo è che quest'anno le cooperative sociali si sono divise in due raggruppamenti e che entrambi sono stati ammessi alla gara, avendo i requisiti richiesti. Nessun altro ha chiesto di partecipare alla gara. Le due buste contenenti le loro offerte per l'accoglienza dei richiedenti asilo sono state aperte martedì in Prefettura. Lo sdoppiamento potrebbe favorire lo snellimento organizzativo utile per fare fronte all'emergenza. Gli sbarchi dall'Africa, infatti, sono in grande crescita. La città ha già quasi esaurito non solo la capacità fisica di accogliere i nuovi arrivati, ma anche il livello di tolleranza da parte degli abitanti, vista la clamorosa fiaccolata di protesta indetta dai comitati per lunedì.
Ruberto aveva promesso che i nuovi richiedenti asilo sarebbero stati dirottati nei comuni della provincia. Se non si troveranno gli alloggi necessari il nuovo prefetto potrebbe anche ricorrere a requisizioni forzate.
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