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Reggio Emilia, incendio al Chierici: la corsa fra le fiamme per salvare gli studenti  

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia, incendio al Chierici: la corsa fra le fiamme per salvare gli studenti  

Il racconto del prof. Meli e dell’agente Variale, poliziotta della Municipale  Fra i primi a intervenire sul rogo. «Per un attimo ho pensato di morire»

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REGGIO EMILIA. Ci sono storie che donano fiducia e regalano speranza. Vicende di coraggio umano spontaneo e disinteressato e che, proprio per questo, hanno un valore simbolico di grande impatto. E così anche la giornata di ieri, nonostante l’atto di vandalismo che ha provocato l’incendio di un corridoio del liceo Chierici, ha avuto i suoi eroi. Anche se a loro essere chiamati così, non piace. Sette persone che si sono gettate nel fumo incuranti della loro vita, preoccupati solo per quella degli altri.

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Due di loro li incontriamo in una sala d’aspetto del pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Roberto Meli, docente di arti figurative, e Maria Variale, poliziotta della Municipale di Reggio Emilia, hanno da poco ricevuto le cure necessarie e attendono il referto medico per poter tornare alle proprie case.

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«Tutto è cominciato quando una ragazza mi ha avvertito che qualcuno aveva lanciato un petardo dentro la scuola – racconta Meli, sdraiato su una barella e con la voce roca a causa del fumo che ha inalato – sono corso a vedere e ho trovato un gran fumo nero e intenso. Assieme alla bidella Giuliana, al professor Teggi e al professor Murdaca abbiamo preso gli estintori e a turno abbiamo tentato di domare le fiamme. Sembrava di soffocare ho provato a mettermi la maglietta davanti alla bocca ma è stato tutto inutile, la cenere arrivava lo stesso». La preoccupazione maggiore, però, era che all’interno della scuola ci fosse ancora qualche ragazzo.

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«Sono corso alla prima finestra e l’ho aperta per far circolare un po’ d’aria, quindi ho cominciato a girare per le aule in cerca di altre persone. Per ogni classe prendevo una grande boccata d’aria e nel corridoio cercavo di restare in apnea, non si vedeva nulla e così per controllare se ci fossero dei ragazzi svenuti mi buttavo in scivolata. Pensavo fra me e me: “Se con i piedi tocco qualcosa allora è il corpo di qualcuno e lo devo trascinare via”. Per fortuna non c’era più nessuno però c’è stato un attimo in cui ho pensato davvero di morire, credevo di svenire da un momento all’altro. Ma mi sono fatto forza e sono riuscito ad arrivare a una finestra e respirare appena in tempo». Un gesto di coraggio, quello di Meli, accolto alla sua uscita in ambulanza da un grande applauso dagli studenti. «Non mi aspettavo così tanto calore, mi sono commosso e li ringrazio. Loro sanno che noi insegnanti teniamo agli alunni come se fossero dei nostri figli e se lo dovrebbe ricordare anche chi troppo spesso attacca la nostra categoria. Ma il mio pensiero voglio che vada a una nostra studentessa, Marzia Bruzio, morta purtroppo a 14 anni. Io da qui esco con le mie gambe, lei non c’è più».

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Assieme ai docenti, però, in quel corridoio del Chierici avvolto dal fumo c’era anche la Municipale reggiana.

Maria Variale assieme al collega Enrico Baccolini stava pattugliando le vie limitrofe alla scuola, quando si è accorta di quanto stava accadendo. «Eravamo in bici – spiega mentre, seduta accanto a Meli, attende il suo referto – quando abbiamo sentito un gran vociare provenire dai Giardini. Era intenso, troppo concitato, e così siamo andati a controllare e ci siamo accorti dell’incendio. Non ci abbiamo pensato un attimo e abbiamo deciso di entrare anche noi».

Così mentre Baccolini, da buon volontario del 118, chiamava i soccorsi, l’agente Variale si è gettata nel corridoio: «Ho aperto una delle porte di accesso a quell’ala della scuola e, mentre la tenevo ferma con un piede per far defluire l’aria, ho gridato agli insegnanti che erano ancora dentro di uscire. I vigili del fuoco stavano arrivando e la priorità era trarli in salvo prima che svenissero».

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Ed è anche grazie a lei che i professori sono usciti e si sono messi in salvo. Cosa che forse, presi dall’adrenalina e dalla concitazione del momento, non avrebbero fatto. «Il vigile non è solo quello che fa le multe – ricorda infine la Variale – siamo quelli che sono presenti sul territorio e che spesso interveniamo in situazioni per le quali, a differenza di polizia di Stato o carabinieri, non siamo preparati per addestramento e strumentazione. Ma noi ci siamo e ci impegniamo a essere una barriera fra il degrado e i cittadini. In una città che dal 2002, da quando sono arrivata qui dalla provincia di Napoli, è cambiata molto e presenta problematicità più critiche».

A congratularsi con i due agenti della Municipale, davanti al Chierici ancora fumante, lo stesso comandate Stefano Poma assieme al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, che ha dichiarato di volerli incontrare per conoscerli e ringraziarli personalmente. «A quanto sembra – ha spiegato il sindaco dopo aver effettuato un sopralluogo – sembra che qualcuno abbia lanciato qualcosa che ha provocato l’incendio di un manichino nel corridoio. Se così fosse è un fatto gravissimo, bisogna che i ragazzi riflettano su quanto successo e capiscano che l’ultimo giorno di scuola non può essere occasione per perdere tutti i freni inibitori».

Severo anche il giudizio di Giammaria Manghi, presidente della Provincia alla quale appartiene l’edificio del Chierici: «Si è evitato il peggio per fortuna ma i danni ammontano a circa 10mila euro. La giovane età non può rappresentare un alibi e mi auguro che, nel caso fosse confermato il dolo, i responsabili siano al più presto individuati e puniti».

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