Reggio Emilia, incendio al Chierici: gli studenti vandali puniti col cinque in condotta
Visionati i filmati delle telecamere, sentiti dieci ragazzi e i sei intossicati. Avanza l’ipotesi che l’incendio sia stato causato da un fumogeno artigianale
REGGIO EMILIA. Il cerchio si stringe attorno al ragazzo, o ai ragazzi, che hanno provocato il grave incendio che proprio durante l’uscita in occasione dell’ultimo giorno di scuola ha danneggiato seriamente il liceo Gaetano Chierici. Mettendo a repentaglio la vita dei docenti e dei 600 alunni dell’istituto e facendo finire sei persone in ospedale per intossicazione da fumo. Un gesto provocato ormai senza alcun dubbio dalla mano di qualcuno, quasi certamente da uno o più studenti che, scioccamente, hanno pensato fosse consono festeggiare in questo modo la fine dell’anno scolastico. E un gesto per il quale il consiglio di istituto ha già deciso la punizione che sarà data al o ai responsabili: un pesantissimo cinque in condotta, l'allontanamento dalla scuola e la richiesta di risarcimento danni ai genitori.
E adesso, che sia stato un petardo o un fumogeno artigianale ad appiccare l’incendio, la squadra mobile della polizia reggiana ha cominciato a dare la caccia ai responsabili. Gli investigatori stanno tirando le fila di quello che si conosce al momento e già nel giorno stesso del rogo hanno interrogato cinque studenti del Chierici. Interrogatori che sono andati avanti anche nella giornata di ieri nei confronti di altrettanti liceali. Tutti, a quanto si apprende, sono stati collaborativi e cordiali e hanno fornito alla polizia le informazioni utili in loro possesso. Poche, attualmente, per arrivare ai nomi dei responsabili. E anche i primi sospetti si sono rivelati poi infondati. A rendere complessa l’indagine della Mobile soprattutto la tempistica degli eventi.
L’incendio infatti è stato innescato nove minuti dopo il suono dell’ultima campanella, alle 10.39, quando molti ragazzi erano ormai usciti e si era persa contezza di chi fosse all’interno dell’istituto e chi fuori. Una circostanza questa che complica notevolmente il lavoro della polizia ma che, d’altro canto, ha evitato che l’atto vandalico si trasformasse in una tragedia. Se le fiamme si fossero sviluppate quando il Chierici era pieno, il bilancio probabilmente sarebbe stato decisamente peggiore. Oltre ai ragazzi, però, la polizia ha sentito anche le sei persone rimaste intossicate dal fumo mentre cercavano di limitare i danni e salvare gli studenti eventualmente rimasti intrappolati all’interno. Una bidella, un’agente della Municipale, tre insegnanti e un alunno sono stati convocati, una volta usciti dall’ospedale con pochi giorni di prognosi ciascuno, per raccontare quello che hanno visto e la loro versione dei fatti.
Un altro elemento che potrebbe essere importante per le indagini sono le immagini delle telecamere di sicurezza esterne al palazzo del Chierici, poste all’ingresso e all’uscita della scuola. I filmati, che sono sotto esame da parte degli investigatori, potrebbero aiutare a restringere il cerchio sugli studenti usciti dall’istituto poco dopo l’innesco dell’incendio.
Così, mentre il fascicolo è ora nella mani della procura, la rete delle indagini si stringe sempre più attorno ai responsabili e, fra le ipotesi più probabili circa la causa del rogo, una su tutte è quella che sta prendendo piede. Ad aver sviluppato le fiamme attorno al manichino al secondo piano della scuola non sarebbe stato un petardo ma, pare sempre più probabile, un fumogeno di fattura artigianale.
Un oggetto che uno studente si sarebbe facilmente potuto costruire in casa grazie a un video tutorial realizzato su YouTube. Basta poco, come si vede in uno dei filmati che si possono trovare sulla piattaforma online, realizzato da un giovane che non sembra nemmeno maggiorenne: una pallina da ping pong, della carta di alluminio e quattro minuti di tempo. E sembrerebbe che proprio della carta stagnola e della plastica sarebbero stati ritrovati nel corridoio del Chierici. Quattro minuti di tempo per realizzare un oggetto che, come si è visto, avrebbe potuto provocare vittime. Tragedia che per fortuna non si è verificata grazie al coraggio di chi si è buttato nel fumo per arginare le fiamme. E a un bel po’ di fortuna.
A pochi metri dal punto in cui è stato tirato il fumogeno, infatti, in una della classi della sezione di moda, sono custodite delle vernici utilizzate dagli studenti per i loro lavori. Liquidi altamente infiammabili che se fossero stati raggiunti dalle fiamme avrebbero amplificato di molto l’incendio. Anche così, però, i danni sono stati ingenti. Secondo una prima stima effettuata dalla Provincia, titolare dell’immobile che ospita il Chierici, i lavori per risistemare quel tratto di corridoio ammontano a circa 10mila euro. Un conto molto salato che, qualora i responsabili vengano individuati, potrebbe gravare sulle loro spalle e su quelle dei genitori.
Fortunatamente non ci sono stati danneggiamenti strutturali al Chierici tali da comprometterne l’attività scolastica. La prontezza dei vigili del fuoco e le misure di sicurezza antincendio adottate dall’istituto hanno funzionato e hanno limitato l’azione distruttrice del fuoco e del fumo. Non si sono salvati, invece, molti dei lavori dei ragazzi di moda esposti nel punto dove è stato tirato il fumogeno.
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