«Stretta sull’Iva dannosa per le imprese»
Severi, presidente Unindustria: «Le misure introdotte dal Governo sono troppo complesse e costose»
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REGGIO EMILIA. «Il Governo ha emanato a fine aprile un decreto che dovrebbe consentire una correzione dei conti pubblici pari a circa 3,4 miliardi e che contiene novità fiscali che impattano pesantemente sulle imprese soprattutto su quelle piccole e medie». Lo afferma il presidente Unindustria, Mauro Severi, in relazione alla “stretta sull’IVA” per le imprese. «Alcune misure introdotte, seppur con il condivisibile intento di contrastare le frodi sul mancato versamento dell’Iva sulle forniture nei confronti soprattutto degli enti pubblici, tolgono liquidità alle imprese e incrementano la formazione di crediti verso l’erario che vengono poi rimborsati in tempi molto lunghi – aggiunge Severi – La situazione è aggravata dal limitatissimo lasso di tempo previsto dalla norma, pubblicata il 24 aprile, per ottemperare alla stessa, dal 1° luglio». Per il presidente Unindustria, «la manovra in esame riduce sensibilmente l’arco temporale entro cui può essere spesata l’Iva pagata sull’acquisto di beni e servizi. Le modifiche previste, esigendo l’aggiornamento dei sistemi gestionali e contabili, comportano, fra l’altro, elevati costi di adeguamento. Come abbiamo più volte dichiarato l’obiettivo di contrastare in modo efficace l’evasione incontra il nostro pieno apprezzamento perché essa ostacola lo sviluppo economico e civile. Non possiamo tuttavia ignorare la circostanza che gli obblighi introdotti comportano adempimenti complessi e costosi per le imprese».
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