Corsa contro il tempo per gli esami di maturità
di Chiara Cabassa
Entro il 21 giugno saranno eseguite e le operazioni di pulizia e ritinteggio La preside Maria Grazia Diana ieri ha convocato un’assemblea con i ragazzi
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REGGIO EMILIA. È partita la corsa contro il tempo per garantire il regolare svolgimento degli esami di maturità al liceo Chierici. Ma la Provincia si è già messa al lavoro e, mercoledì 21 giugno, anche nel corridoio al primo piano della sezione Moda “epicentro” dell’incendio si potranno svolgere le prove d’esame.
Mercoledì il primo sopralluogo effettuato dalla Provincia con l’impresa che dovrà provvedere al ripristino dei locale. «Abbiamo già provveduto a sporgere denuncia all’assicurazione, che copre anche incendi dolosi – spiega il dirigente del Servizio Infrastrutture della Provincia, Valerio Bussei, che l’altra mattina si è recato al liceo insieme al presidente Giammaria Manghi e alle colleghe Anna Maria Campeol, Stefania Berni e Nadia Castagnetti –. Fortunatamente le fiamme grazie anche al tempestivo intervento degli insegnanti e dei vigili del fuoco non hanno provocato danni strutturali, ma solo ad intonaci e a un modulo dell’impianto di riscaldamento, oltre ovviamente ad annerire le pareti che dovranno essere ritinteggiate». «Nei prossimi giorni – prosegue Bussei – provvederemo a eseguire le operazioni di pulizia e ritinteggio in modo da assicurare il regolare svolgimento degli esami di maturità che interesseranno anche quell’ala della scuola».
Pare quindi scongiurata la possibilità che gli esami debbano essere rimandati come aveva temuto, in un primo tempo, il docente di moda Matteo Bellelli: «Ora non so – aveva detto il professore – se gli esami delle mie quinte classi andranno rimandati. Probabilmente sì, qualora i loro elaborati necessari per la maturità siano andati distrutti».
Resta l’amarezza per un gesto, quello compiuto da uno o più ragazzi, si tratti di un petardo piuttosto che di un fumogeno artigianale, che va assolutamente condannato. E non solo per i danni che comunque ammontano a 10mila euro.
Ieri mattina la preside Maria Grazia Diana ha intanto convocato un’assemblea per incontrare gli studenti. Occhi negli occhi. Quelli della preside erano visibilmente lucidi. E le sue parole non hanno lasciato adito a dubbi. «Quello che è accaduto è qualcosa di estremamente grave e non dobbiamo nasconderci dietro le parole, ma agire». Al suo fianco il presidente della Provincia Giammaria Manghi: «La Provincia di Reggio Emilia, che è proprietaria dell’edificio – spiega – sta eseguendo da alcuni mesi al liceo una serie di consistenti interventi di adeguamento anti-sismico per 2 milioni e mezzo di euro, proprio perché la sicurezza delle scuole è per noi una priorità irrinunciabile. In un mondo e in un’epoca già di per sé insicuri, come purtroppo le cronache quotidianamente testimoniano, non è pertanto ammissibile che in maniera sconsiderata si mettano a repentaglio le vite di tante persone e si rischi di distruggere uno storico edificio deputato ad assicurare ai nostri ragazzi la possibilità di imparare, crescere, sviluppare competenze per assicurare alla nostra comunità un futuro migliore. La giovane età e il clima di festa dell’ultimo giorno di scuola non possono in alcun modo rappresentare un alibi. Mi auguro pertanto che, nel caso fosse confermata l’ipotesi dolosa dell’incendio, gli eventuali responsabili siano al più presto individuati e puniti».
Mercoledì il primo sopralluogo effettuato dalla Provincia con l’impresa che dovrà provvedere al ripristino dei locale. «Abbiamo già provveduto a sporgere denuncia all’assicurazione, che copre anche incendi dolosi – spiega il dirigente del Servizio Infrastrutture della Provincia, Valerio Bussei, che l’altra mattina si è recato al liceo insieme al presidente Giammaria Manghi e alle colleghe Anna Maria Campeol, Stefania Berni e Nadia Castagnetti –. Fortunatamente le fiamme grazie anche al tempestivo intervento degli insegnanti e dei vigili del fuoco non hanno provocato danni strutturali, ma solo ad intonaci e a un modulo dell’impianto di riscaldamento, oltre ovviamente ad annerire le pareti che dovranno essere ritinteggiate». «Nei prossimi giorni – prosegue Bussei – provvederemo a eseguire le operazioni di pulizia e ritinteggio in modo da assicurare il regolare svolgimento degli esami di maturità che interesseranno anche quell’ala della scuola».
Pare quindi scongiurata la possibilità che gli esami debbano essere rimandati come aveva temuto, in un primo tempo, il docente di moda Matteo Bellelli: «Ora non so – aveva detto il professore – se gli esami delle mie quinte classi andranno rimandati. Probabilmente sì, qualora i loro elaborati necessari per la maturità siano andati distrutti».
Resta l’amarezza per un gesto, quello compiuto da uno o più ragazzi, si tratti di un petardo piuttosto che di un fumogeno artigianale, che va assolutamente condannato. E non solo per i danni che comunque ammontano a 10mila euro.
Ieri mattina la preside Maria Grazia Diana ha intanto convocato un’assemblea per incontrare gli studenti. Occhi negli occhi. Quelli della preside erano visibilmente lucidi. E le sue parole non hanno lasciato adito a dubbi. «Quello che è accaduto è qualcosa di estremamente grave e non dobbiamo nasconderci dietro le parole, ma agire». Al suo fianco il presidente della Provincia Giammaria Manghi: «La Provincia di Reggio Emilia, che è proprietaria dell’edificio – spiega – sta eseguendo da alcuni mesi al liceo una serie di consistenti interventi di adeguamento anti-sismico per 2 milioni e mezzo di euro, proprio perché la sicurezza delle scuole è per noi una priorità irrinunciabile. In un mondo e in un’epoca già di per sé insicuri, come purtroppo le cronache quotidianamente testimoniano, non è pertanto ammissibile che in maniera sconsiderata si mettano a repentaglio le vite di tante persone e si rischi di distruggere uno storico edificio deputato ad assicurare ai nostri ragazzi la possibilità di imparare, crescere, sviluppare competenze per assicurare alla nostra comunità un futuro migliore. La giovane età e il clima di festa dell’ultimo giorno di scuola non possono in alcun modo rappresentare un alibi. Mi auguro pertanto che, nel caso fosse confermata l’ipotesi dolosa dell’incendio, gli eventuali responsabili siano al più presto individuati e puniti».
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