Gazzetta di Reggio

Reggio

Emergenza profughi a Reggio Emilia, parla il vescovo: «Pronti a nuove soluzioni»  

di Gabriele Farina
Emergenza profughi a Reggio Emilia, parla il vescovo: «Pronti a nuove soluzioni»  

Camisasca all’assemblea Confcooperative: «L’accoglienza in parrocchia funziona» Il presidente Caramaschi: «Il bando? Niente spaccature, il sistema è ottimo»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Se non sarà possibile coprire tutte le persone con il bando della Prefettura bisognerà approntare altri sistemi». La diocesi? «L’accoglienza nelle parrocchie certamente funziona».

Intervenuto ieri all’assemblea di Confcooperative, il vescovo Massimo Camisasca prende posizione sull’accoglienza dei richiedenti asilo sul nostro territorio. Dagli ultimi dati, ne arriveranno 2.300 quest’anno e le due cordate di cooperative sociali che partecipano al bando indetto dalla Prefettura ne possono accogliere a quanto pare 600 in meno, ovvero 1.700. Martedì prossimo potrebbe giungere dall’ente guidato da Maria Grazia Forte l’aggiudicazione del servizio, dopo la valutazione delle offerte tecniche.

La diocesi di Reggio e Guastalla sta seguendo le varie tappe del percorso. «Si tratta di vedere quali sono i numeri delle persone che arrivano – replica il vescovo alla domanda su un possibile intervento diretto delle parrocchie – e quante sono le persone coperte da questo bando». D’altra parte, Camisasca conferma che «la Chiesa di Reggio, attraverso la Caritas, sta già operando da lungo tempo in questa direzione». Ospitare persone in container, seppur temporaneamente (come è accaduto invece nel nostro territorio), non può essere una soluzione e il vescovo invita tutti a fare la propria parte, Stato incluso.

«Dobbiamo coniugare l’accoglienza alla garanzia di un futuro a queste persone – riprende infatti Camisasca – e quindi dobbiamo predisporre percorsi che possano permettere alle persone che vengano accolte la conoscenza e l’inserimento nella nostra realtà culturale e sociale, la conoscenza dei valori provenienti dalla nostra convivenza. L’adesione a questi valori è un cammino impegnativo e lungo che, in generale, la legislazione non ha ancora approntato». Camisasca ribadisce anche che «Reggio è molto impegnata nell’accoglienza dei profughi, sia a livello delle istituzioni, in particolare la Provincia e le amministrazioni comunali, sia a livello delle iniziative di privati e delle cooperative in generale». Lunedì prossimo, tuttavia, scenderanno in piazza sette comitati (con associazioni di destra) in una Fiaccolata per chiedere una più corretta distribuzione dei richiedenti asilo e nessun nuovo arrivo in città. «Non voglio entrare nel merito di questa manifestazione – replica Camisasca – perché non spetta a me farlo».

Sul tema dei migranti e delle cooperative sociali impegnate nell’accoglienza riflette anche Matteo Caramaschi. «A oggi la cooperazione sociale, soprattutto nell’ambito dell’accoglienza, ha dimostrato grande capacità – garantisce il presidente di Confcooperative Reggio – e anzi è uno dei sistemi migliori in Italia. Lo si potrà vedere anche dal risultato del bando».

Resta da ufficializzare la nuova “geopolitica dell’accoglienza”. «Le due cordate insieme non riusciranno a d affrontare tutto il fabbisogno presente», ricorda Matteo Iori, presidente della Papa Giovanni XXIII. L’associazione compete insieme alla Dimora d’Abramo, il Ceis, l’albergo Italia e la cooperativa Ballarò. Dall’altra parte le cooperative Madre Teresa, Coress e La Vigna nel gruppo guidato dalla cooperativa L’Ovile. Quest’ultima ha presentato richiesta di accesso alle White List. Come lei le cooperativie sociali Elfo, La Vigna e Nuovo Raccolto, la Cooperativa Costruzioni Edili ed Affini, la Cooperativa Servizi Logistici, Edilecogreen, Briganti del Cerreto e Tartaruga Racing. Premiate ieri per l’iscrizione: Cooperativa Cattolica Costruzioni Edili, Te.Ca., Camar, Coetec, Corma, CFC, Clean Service, Decima, Transcoemilia, Arca Land e GL
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google