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«Fermare la fusione “occulta” e dare nuova vita al centro»

«Fermare la fusione “occulta” e dare nuova vita al centro»

CAMPEGINE. Giuseppe Germano Artioli, si presenti in poche parole.«Ho 59 anni, abito a Campegine da sempre, faccio l’avvocato, sono sposato, ho un figlio, suono la chitarra e tifo la Juventus. Sono...

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CAMPEGINE. Giuseppe Germano Artioli, si presenti in poche parole.

«Ho 59 anni, abito a Campegine da sempre, faccio l’avvocato, sono sposato, ho un figlio, suono la chitarra e tifo la Juventus. Sono candidato con la lista “Rinascita Campeginese”».

Le sue esperienze politiche?

«Ho militato nel Psi, di cui sono stato segretario provinciale dal ’90 al ’95. Sono stato capo di gabinetto del presidente della Provincia dal 1982 al ’95 e assessore comunale dal 2002 al 2007 e dal 2007 al 2011».

Perché si candida?

«Perché noi che ci siamo impegnati contro la fusione nel referendum, con il comitato “Rinascita”, ci siamo resi conto che il risultato non è stato rispettato. Gli uffici di Campegine continuano infatti ad essere trasferiti a Sant’Ilario: una forma di fusione sotterranea che vogliamo contrastare».

Cosa farà, se eletto, nel primo anno?

«La sicurezza è una priorità e pertanto vogliamo una sede stabile della polizia municipale sul territorio. Poi vogliamo rivitalizzare il centro storico, che sta morendo. Servono iniziative e incentivi per sostenere il commercio. Terzo vogliamo occuparci delle frazioni, che oggi sono lasciate a se stesse: anche qui servono agevolazioni per chi apre attività ed altre iniziative».

Come è andata la campagna elettorale?

«Grazie alla nostra sede abbiamo raccolto le proposte e le proteste dei cittadini. Abbiamo fatto una campagna senza avere alle spalle alcun partito».



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