Linfocare, un’eccellenza tutta reggiana
Presentati al Core i numeri di un progetto all’avanguardia: confermati i finanziamenti della Fondazione Giulia Maramotti
REGGIO EMILIA . La Fondazione Giulia Maramotti continuerà a finanziare, anche nei prossimi 5 anni, il progetto Linfocare del Santa Maria Nuova che opera ormai da tre lustri. Lo ha confermato ieri mattina il presidente Luigi Maramotti al termine di una singolare conferenza stampa che si è svolta al Core. L’uditorio era infatti composto, più che da cronisti, da medici, ricercatori, infermieri, volontari, pazienti. In larga parte citati dal direttore della struttura di ematologia del Cancer Center reggiano, Francesco Merli, che si è avvalso di slide e filmati per presentare i protagonisti di questa eccezionale esperienza che sta offrendo straordinari risultati.
Sui linfomi e altre malattie linfoproliferative sono stati analizzati i percorsi di 1.400 persone anziane, studiati 125 nuovi casi di giovani pazienti, inviati in strutture sanitarie di mezzo mondo numerosi ricercatori («Non una fuga di cervelli ma una occasione di apprendimento da condividere al ritorno»), svolti piano di degenza e day hospital con tempi e trattamenti mirati condivisi che hanno coinvolto gli specialisti di vari reparti. È così che l’arcispedale reggiano è diventato una eccellenza riconosciuta non solo a livello nazionale, con risultati che stanno cambiando la storia e le conoscenze e vengono riportati dalle più importanti riviste internazionali. «Reggio, attraverso pet e studi sui linfomi sta scrivendo una nuova storia della sanità». «Sono risultati – ha aggiunto Fausto Nicolini, direttore generale del Santa Maria Nuova-Irccs – che sono motivo di orgoglio. Malgrado le limitate risorse ci sono rare analogie in ambito nazionale. Le disponibilità per Ospedali e Ausl reggiane sono ferme a un milione e 400 mila euro annui, ma noi abbiamo il pregio di poterci avvalere del protagonismo diretto dei cittadini come testimoniano il Grade e altri programmi di solidarietà. Esempi di cui possiamo andare giustamente fieri». A tale proposito ha citato l’impegno della famiglia Maramotti anche per l’Hospice di Montericco. Dal 2002 la Fondazione ha erogato da 500 a 600 mila euro ogni quinquennio. Energie utilizzate per condurre analisi, effettuare confronti con colleghi europei ed americani, avviare borse di studio e creare laboratori biologici e molecolari conservando frammenti bioptici e linfonodi criopreservati. Investimenti non sulle tecnologie ma sulle persone, una ricchezza per la nostra collettività.
«Sono risultati eccezionali di cui siamo giustamente fieri – ha concluso Luigi Maramotti – che ci impegnano a proseguire nel nostro impegno anche per i prossimi cinque anni. È un rapporto che nasce spontaneo per questa “isola di eccellenza”, un esempio che dovrebbe diventare “contagiare” altre realtà. Qui il terreno è fertile e noi vogliamo sostenere idee e persone che generano valore». (l.v.)
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