Sanità a Reggio Emilia, Nicolini replica alla Cgil: «Tempi sospetti per lanciare accuse»
Il direttore dell’azienda unificata: «Da cinque anni discutiamo con la Cgil della carenza di medici»
REGGIO EMILIA. Fausto Nicolini, direttore designato dell'azienda unificata della sanità reggiana, si sente punto sul vivo dal documento con cui la Fp-Cgil aveva denunciato la grave carenza di medici addetti al pronto soccorso e al servizio di automedica. Lo indigna soprattutto il fatto che la protesta sia stata resa pubblica un mese prima dell'unificazione, che sarà operante dal primo luglio. «I tempi sono sospetti» ribatte Nicolini, rigettando un'accusa che sembra rivolta alla sua persona e a scelte di cui è corresponsabile, essendo stato direttore generale dell'Ausl e, dallo scorso 19 dicembre, numero uno dell'arcispedale Santa Maria Nuova. Nicolini chiarisce la risposta già fornita dall'Ausl.
Non nega la criticità della situazione, ma la attribuisce alla difficoltà di trovare in Italia medici specializzati nell'emergenza-urgenza. «Sono cinque anni – spiega – che ne discutiamo con i sindacati. Loro dovranno spiegare perchè sollevino la questione nell'imminenza della fusione. Io mi sento tranquillo. Ne ho parlato anche nell'ultimo incontro con i sindaci, specificando che i primi problemi non derivanti dalla fusione che l'azienda unica dovrà affrontare sono l'emergenza-urgenza e la rete dei punti nascita». La sortita della Cgil, a suo parere, è sospetta perchè riporta un problema nazionale come se fosse esclusivo di Reggio, mentre è di tutte le aziende sanitarie italiane. Anzi, Nicolini rivendica il fatto di avere attivato un servizio che altre province ci invidiano: la disponibilità di un'automedica nei sei ospedali: «Avevamo – sottolinea – un modello molto efficiente di integrazione fra il pronto soccorso e l'automedica che ha funzionato molto bene per quindici anni in tutta la provincia utilizzando gli stessi professionisti a scavalco. A Modena, Sassuolo e Carpi non è così». Purtroppo ciò comporta che l'unico medico a disposizione viene a mancare al pronto soccorso, quando viene inviato con l'automedica sul luogo di un incidente. «Se trovassi dei professionisti – chiarisce Nicolini – li aggiungerei all'organico degli ospedali, ma non li trovo. Quindi saremo obbligati a fare delle scelte. Probabilmente dovremo presidiare i pronto soccorso 24 ore su 24 e sostituire le automediche con auto infermieristiche. È possibile, infatti, reperire gli infermieri da inviare con le ambulanze». E' una soluzione non a tutti gradita, ma il direttore non vede alternative: «La coperta - dice - è corta. Le risorse si mettono da una parte o dall'altra. Quando si fanno queste scelte di priorità sono contenti quelli che ricevono di più e scontenti quelli che ricevono meno. Noi faremo il possibile».(l.s.)
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