Gazzetta di Reggio

Reggio

Le intercettazioni 

Al cellulare parlavano in codice 

Al cellulare parlavano in codice 

Gli indagati usavano schede telefoniche intestate a persone fittizie

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. L’attività investigativa è stata possibile grazie a un’intensa attività di intercettazioni telefoniche, fondamentale per ricostruire la rete dei trafficanti. «Intercettazioni non semplici - ha spiegato il pm Giacomo Forte - perché i soggetti utilizzavano schede telefoniche intestate a persone fittizie e le cambiavano di frequente».

Procurarsi schede telefoniche intestate a persone fittizie non è un’opera impossibile dato che esistono alcuni venditori che offrono questo servizio illegale.

Gli spacciatori parlavano tra di loro spesso in arabo, tra l’altro con dialetti diversi, e dunque è stato necessario l’intervento di traduttori esperti.

«Gli spacciatori al telefono utilizzavano un loro glossario particolare per riferirsi alla droga - spiega il capo della squadra mobile Guglilemo Battisti -. Utilizzavano una parola per indicare una pallina da 25 grammi di droga, un’altra per quella da 50 e un’altra ancora per il mattoncino da 100».

Dunque oltre a tradurre dall’arabo è stato necessario capire a cosa si riferissero le parole in codice che i trafficanti utilizzavano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google