Case ancora inagibili per le cinque famiglie del rogo di Salvaterra
di Marco Costanzini
Potranno rientrare dopo le verifiche tecniche e strutturali L’appartamento più danneggiato è quello sotto al tetto
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CASALGRANDE. Un’altra notte trascorsa fuori dal proprio appartamento per le cinque famiglie residenti in via Canalazzo 11/E, a Salvaterra, costrette ad evacuare dopo il violento incendio che giovedì pomeriggio si è sviluppato sul tetto, andando ben presto a coinvolgere l’intera palazzina.
Tutte hanno trovato una sistemazione provvisoria, nella quale dovranno restare fino a quando non saranno terminati gli accertamenti sullo stabile di tre piani, costruito nel 2001.
La palazzina tornerà agibile non appena i tecnici saranno in grado di garantire l’assenza di danni strutturali e dunque la stabilità, dopo la messa in sicurezza del tetto e la verifica dello stato degli impianti elettrici, che con tutta probabilità andranno sostituiti assieme ad altre componenti.
Le cinque famiglie di Salvaterra sono in stretto contatto con il sindaco di Casalgrande, Alberto Vaccari, e possono solo immaginare cosa troveranno di fronte a loro nel momento in cui potranno di nuovo tornare a casa. Lo hanno già capito giovedì, quando al termine delle operazioni dei vigili del fuoco hanno potuto velocemente recuperare vestiti ed alcuni effetti personali.
I primi a rientrare dovrebbero essere i residenti del primo piano, il più lontano rispetto al punto nel quale l’incendio è divampato giovedì. L’appartamento che ha subìto le conseguenze più gravi è invece quello situato al terzo ed ultimo piano, sotto al tetto andato in fiamme.
Fortunatamente nessuno dei condomini è rimasto intossicato, perché la palazzina è stata immediatamente evacuata, ma i danni sono ingenti: per spegnere l’incendio è servito l’intervento di otto squadre dei vigili del fuoco, cinque da Reggio Emilia e tre da Modena. Nel corso delle operazioni è stato tratto in salvo un gatto, rimasto intrappolato in uno dei cinque appartamenti dell’abitazione, mentre per uno dei vigili del fuoco si è reso necessario l’intervento dei sanitari a causa del fumo respirato.
Tutto è partito dal tetto della palazzina, oggetto di lavori di manutenzione alla guaina per risolvere un problema di infiltrazioni di acqua: la presenza di travi di legno ha fatto sì che le fiamme si propagassaro velocemente ed anche per i vigili del fuoco è stato molto difficile domarle. Una parte del tetto ha ceduto ed è proprio questo l’aspetto più critico per quanto riguarda la messa in sicurezza della palazzina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutte hanno trovato una sistemazione provvisoria, nella quale dovranno restare fino a quando non saranno terminati gli accertamenti sullo stabile di tre piani, costruito nel 2001.
La palazzina tornerà agibile non appena i tecnici saranno in grado di garantire l’assenza di danni strutturali e dunque la stabilità, dopo la messa in sicurezza del tetto e la verifica dello stato degli impianti elettrici, che con tutta probabilità andranno sostituiti assieme ad altre componenti.
Le cinque famiglie di Salvaterra sono in stretto contatto con il sindaco di Casalgrande, Alberto Vaccari, e possono solo immaginare cosa troveranno di fronte a loro nel momento in cui potranno di nuovo tornare a casa. Lo hanno già capito giovedì, quando al termine delle operazioni dei vigili del fuoco hanno potuto velocemente recuperare vestiti ed alcuni effetti personali.
I primi a rientrare dovrebbero essere i residenti del primo piano, il più lontano rispetto al punto nel quale l’incendio è divampato giovedì. L’appartamento che ha subìto le conseguenze più gravi è invece quello situato al terzo ed ultimo piano, sotto al tetto andato in fiamme.
Fortunatamente nessuno dei condomini è rimasto intossicato, perché la palazzina è stata immediatamente evacuata, ma i danni sono ingenti: per spegnere l’incendio è servito l’intervento di otto squadre dei vigili del fuoco, cinque da Reggio Emilia e tre da Modena. Nel corso delle operazioni è stato tratto in salvo un gatto, rimasto intrappolato in uno dei cinque appartamenti dell’abitazione, mentre per uno dei vigili del fuoco si è reso necessario l’intervento dei sanitari a causa del fumo respirato.
Tutto è partito dal tetto della palazzina, oggetto di lavori di manutenzione alla guaina per risolvere un problema di infiltrazioni di acqua: la presenza di travi di legno ha fatto sì che le fiamme si propagassaro velocemente ed anche per i vigili del fuoco è stato molto difficile domarle. Una parte del tetto ha ceduto ed è proprio questo l’aspetto più critico per quanto riguarda la messa in sicurezza della palazzina.
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