«Nicolini non è il padrone dell’azienda»
di Chiara Cabassa
Nuovo affondo della Cgil sulla situazione critica di pronto soccorso e automediche: «Il suo atteggiamento è sconcertante»
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REGGIO EMILIA. È di martedì scorso la lettera aperta con cui la Cgil denunciava le “condizioni critiche” della rete provinciale dei Pronto soccorso e delle automediche. Due giorni dopo la risposta piccata di Fausto Nicolini, direttore designato dell’azienda unificata della sanità reggiana: «Tempi sospetti – questo il suo commento – per lanciare accuse». Ieri la controreplica della Cgil: «Sono sconcertato – così Maurizio Frigieri segretario provinciale della Funzione Pubblica – dalle parole di Nicolini. La sua è una lettura dietrologica inaccettabile». Tra sconcerto e indignazione, dal confronto alla polemica.
«Il mio sconcerto – spiega Frigieri – deriva da una semplice considerazione: Nicolini non ha colto il nostro segnale che voleva essere un contributo, non un attacco all’azienda. E quando parla di “tempi sospetti” è decisamente fuori luogo. Noi, in realtà, abbiamo posto un problema accantonato da anni e quando Nicolini dice che da cinque anni prosegue la discussione con i sindacati, noi diciamo che più delle parole servono i risultati». Frigieri cita poi un episodio preciso: «Un anno fa abbiamo posto il problema a livello di conferenza territoriale socio sanitaria perché in quella sede sono presenti tutte le istituzioni. Nicolini, giustamente, dice che la coperta è corta ed è necessario fare delle scelte. Noi, proprio perché sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica, proponiamo che tutti concorrano alla soluzione del problema. A partire dall’Università: la formazione deve essere funzionale al reclutamento del fabbisogno. E in questo caso si parla di medici specializzati in medicina d’urgenza e di infermieri qualificati».
In realtà, Nicolini ha affermato che se trovasse dei professionisti li aggiungerebbe agli organici degli ospedali, ma questi professionisti non li trova... «È qui l’anomalia. Nicolini gestisce un’azienda che non è sua ma patrimonio del territorio. Di conseguenza deve confrontarsi con i sindacati che rappresentano le persone. E se da un lato va il nostro plauso alle eccellenze della sanità reggiana, dall’altro dobbiamo dare risposte ai cittadini partendo dalla valorizzazione dei professionisti che operano nelle aree d’emergenza».
Ultima stoccata: «Nicolini dice anche che quello da noi sollevato è un problema nazionale. Considerando la sua posizione... si faccia sentire».
«Il mio sconcerto – spiega Frigieri – deriva da una semplice considerazione: Nicolini non ha colto il nostro segnale che voleva essere un contributo, non un attacco all’azienda. E quando parla di “tempi sospetti” è decisamente fuori luogo. Noi, in realtà, abbiamo posto un problema accantonato da anni e quando Nicolini dice che da cinque anni prosegue la discussione con i sindacati, noi diciamo che più delle parole servono i risultati». Frigieri cita poi un episodio preciso: «Un anno fa abbiamo posto il problema a livello di conferenza territoriale socio sanitaria perché in quella sede sono presenti tutte le istituzioni. Nicolini, giustamente, dice che la coperta è corta ed è necessario fare delle scelte. Noi, proprio perché sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica, proponiamo che tutti concorrano alla soluzione del problema. A partire dall’Università: la formazione deve essere funzionale al reclutamento del fabbisogno. E in questo caso si parla di medici specializzati in medicina d’urgenza e di infermieri qualificati».
In realtà, Nicolini ha affermato che se trovasse dei professionisti li aggiungerebbe agli organici degli ospedali, ma questi professionisti non li trova... «È qui l’anomalia. Nicolini gestisce un’azienda che non è sua ma patrimonio del territorio. Di conseguenza deve confrontarsi con i sindacati che rappresentano le persone. E se da un lato va il nostro plauso alle eccellenze della sanità reggiana, dall’altro dobbiamo dare risposte ai cittadini partendo dalla valorizzazione dei professionisti che operano nelle aree d’emergenza».
Ultima stoccata: «Nicolini dice anche che quello da noi sollevato è un problema nazionale. Considerando la sua posizione... si faccia sentire».
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