Prof in pensione? Regaliamole una gallina
Gli studenti della II F dello Spallanzani sorprendono Mariagiovanna Manganaro, insegnante di latino
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REGGIO EMILIA. La prof va in pensione? Regaliamole una gallina. Non è uno scherzo e nemmeno una “punizione” per un’insegnante troppo “rompi”. Al contrario, gli studenti della II F del liceo Ariosto-Spallanzani fanno commuovere fino alle lacrime Mariagiovanna Manganaro, professoressa di latino all’ultimo giorno dell’ultimo anno d’insegnamento. Mercoledì 7 entra in classe per congedarsi dalle studentesse e dagli studenti che ha accompagnato nel secondo anno del biennio. Le ragazze e i ragazzi sono tutti schierati come un drappello d’onore, a cui partecipano anche colleghi della docente.
Sulla cattedra trova una scatola di cartone, ricoperta da un lenzuolo bianco. Un accorgimento adottato proprio all’ultimo istante prima che la professoressa entrasse. L’atmosfera è gioiosa, la stessa che si percepisce in un compleanno a sorpresa. E la sorpresa attende la professoressa sotto il lenzuolo che si accingono a scoprire gli studenti mentre lei si avvicina al posto per l’ultima volta.
Ha la pelle marrone, il becco giallo, la cresta rossa e si chiama Alcibiade. Un nome da maschio per una gallina? Strano, ma c’è una ragione.
Il nome del politico ateniese è riecheggiato più volte nella classe. Tutta colpa di una versione di latino che l’insegnante ha fatto ripetere fino all’esaurimento perché gli studenti arrivassero almeno alla sufficienza nella sua materia. La lezione, alla fine, è stata metabolizzata e così anche il nome del pennuto da regalarle.
La professoressa, infatti, farà come Lucio Quinzio Cincinnato, dittatore romano che si ritirò nei campi, terminata la sua missione.
Così farà anche l’insegnante, severa agli occhi degli studenti, ma anche capace di entrare nei loro cuori. Alcibiade avrà altre cinque sorelle con cui stare nella casa di campagna dell’insegnante. Ve n’era già una sesta, scomparsa però prima del previsto per un incidente. Gli studenti avevano già scelto il regalo indipendentemente da tutto.
Prima di portare la scatola sulla cattedra, l’avevano posizionata nell’aula d’informatica, suscitando la curiosità generale. Sia docenti sia studenti volevano sapere cosa facesse la chioccia lì, tra computer e mouse. Lo avrebbero scoperto da lì a poco, assieme all’attonita professoressa. (g.f.)
Sulla cattedra trova una scatola di cartone, ricoperta da un lenzuolo bianco. Un accorgimento adottato proprio all’ultimo istante prima che la professoressa entrasse. L’atmosfera è gioiosa, la stessa che si percepisce in un compleanno a sorpresa. E la sorpresa attende la professoressa sotto il lenzuolo che si accingono a scoprire gli studenti mentre lei si avvicina al posto per l’ultima volta.
Ha la pelle marrone, il becco giallo, la cresta rossa e si chiama Alcibiade. Un nome da maschio per una gallina? Strano, ma c’è una ragione.
Il nome del politico ateniese è riecheggiato più volte nella classe. Tutta colpa di una versione di latino che l’insegnante ha fatto ripetere fino all’esaurimento perché gli studenti arrivassero almeno alla sufficienza nella sua materia. La lezione, alla fine, è stata metabolizzata e così anche il nome del pennuto da regalarle.
La professoressa, infatti, farà come Lucio Quinzio Cincinnato, dittatore romano che si ritirò nei campi, terminata la sua missione.
Così farà anche l’insegnante, severa agli occhi degli studenti, ma anche capace di entrare nei loro cuori. Alcibiade avrà altre cinque sorelle con cui stare nella casa di campagna dell’insegnante. Ve n’era già una sesta, scomparsa però prima del previsto per un incidente. Gli studenti avevano già scelto il regalo indipendentemente da tutto.
Prima di portare la scatola sulla cattedra, l’avevano posizionata nell’aula d’informatica, suscitando la curiosità generale. Sia docenti sia studenti volevano sapere cosa facesse la chioccia lì, tra computer e mouse. Lo avrebbero scoperto da lì a poco, assieme all’attonita professoressa. (g.f.)
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