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Casalgrande, ultimo ballo al Poggio 70 poi le ruspe in azione

di Adriano Arati
Casalgrande, ultimo ballo al Poggio 70 poi le ruspe in azione

In 250 alla rimpatriata all’ex discoteca di Veggia che diverrà area residenziale I promotori della festa: «Pagine indimenticabili della vita di tantissimi giovani»

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CASALGRANDE. Una grande festa per dire addio al ritrovo di decenni, il luogo dei «migliori anni della nostra vita». Giovedì sera oltre 250 persone si sono ritrovate nella vecchia struttura del Poggio 70 di Veggia, “leggendaria” discoteca con piscina e ristorante che per decenni ha rappresentato un riferimento per tutta la vallata del Secchia, ospitando generazioni di ragazze e ragazzi.

La settimana prossima gli edifici verranno demoliti perché nell’area inizieranno i cantieri per una serie di lavori di riqualificazione che porteranno col passare del tempo alla realizzazione di diversi lotti residenziali. Un cambiamento atteso da tempo, pensato come unica soluzione per sistemare il degrado crescente.

Era l'ultima occasione buona per rivedersi tutti quanti nelle piste e nelle sale (o almeno in quello che ne rimane) del Poggio 70, e tanti amici di Veggia e dintorni hanno pensato quindi di sfruttarla. Nella comitiva storica è nata l'idea di una rimpatriata con cibo, musica, qualche ballo e tante foto, il passa parola si è subito attivato a voce, per telefono e negli immancabili social network e alla fine si è superata quota 250 presenze.

«Ci siamo organizzati fra amici e ognuno ha portato qualcosa: c'è chi ha messo i tavoli, chi le sedie, chi ha cucinato torte e altri cibo salato, poi abbiamo chiamato un altro amico che ha pensato alla musica, quella non poteva mancare», raccontano i promotori.

Non sono mancate le sorprese e le memorie speciali: «Sono state tirare fuori tante immagini, una in particolare era quella “mitica” dello storico bagnino del Poggio impegnato in un tuffo ad angelo. È stata davvero una sorpresa che ha commosso tutti».

La serata è passata allegramente con la consapevolezza dell’ultima volta in quel luogo: «Grazie al tam-tam siamo riusciti a trovare tantissimi amici di ieri e di oggi, di Veggia, di Casalgrande e di altri paesi. Perfino persone che magari non si vedevano da decenni e che si sono ritrovate dopo tempo: anche questa è stata una bella soddisfazione, chissà quando ci si ritroverà un’altra volta, perché il Poggio era davvero un luogo speciale».

Un luogo speciale in cui decine di donne e di uomini hanno trascorso gli anni belli e sereni dell'adolescenza: «I migliori della nostra vita, per certi versi. Infatti abbiamo chiuso l’evento proprio con la canzone di Renato Zero: alla fine della serata abbiamo cantanto tutti in coro “I migliori anni della nostra vita”. Non poteva che finire in questo modo, era la canzone ideale per chiudere la storia del Poggio, quel posto in cui siamo cresciuti tutti», sorridono gli organizzatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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