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Adesca bambini su Facebook e ne abusa 

di Jacopo Della Porta
Adesca bambini su Facebook e ne abusa 

Un 39enne attirava i minori offrendo videogiochi. Arrestato dai carabinieri e condannato a 12 anni, poi ridotti a 8

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GUASTALLA. Ha adescato numerosi minorenni, anche tramite Facebook. Li invitava a casa sua per giocare ai videogiochi, oppure a guardare filmati pornografici. Poi commetteva atti sessuali con loro.

Questa terribile storia è stata scoperta nel luglio 2015 dai carabinieri, che hanno avviato le indagini con la massima riservatezza. Ora il pedofilo, un 39enne di origini lombarde, dopo due anni di arresti domiciliari è stato condotto in carcere.

L’uomo è stato infatti condannato a otto anni per adescamento di minori, atti sessuali con minorenni e corruzione di minorenni. In primo grado la condanna era stata di 12 anni.

La pena ora è diventata definitiva, e i militari hanno dunque provveduto ad eseguire l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Bologna.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dai magistrati del capoluogo emiliano, hanno fatto luce su una serie di episodi avvenuti a partire dal giugno del 2013.

L’uomo, residente in un condominio in una zona centrale di Guastalla, attirava i minorenni – alcuni italiani, altri stranieri – con le lusinghe dei videogiochi (in casa aveva una consolle). In alcuni casi il contatto avveniva in chat su Facebook.

Nel suo appartamento il pedofilo aveva un computer portatile sul quale mostrava filmati hard ai ragazzini.

Tutto è venuto alla luce quando una persona ha visto l’operaio nella sua abitazione in mutande in presenza di altri minorenni.

Subito è scattata la segnalazione ai carabinieri di Guastalla, che hanno rapidamente avviato le indagini. Una perquisizione eseguita nell’immediatezza della denuncia ha consentito agli inquirenti di sequestrate importante materiale probatorio nei telefonini e nel computer del guastallese.

In casa, l’uomo aveva anche la foto di un bambino biondo di circa tre anni, mai identificato, e di un altro minorenne, all’apparenza di nazionalità filippina, forse conosciuto in un viaggio all’estero.

Il numero dei minorenni finiti nella rete dell’uomo non è stato accertato con precisione, ma si parla di molti casi. Con i ragazzini – ai quali faceva anche dei piccoli regali – l’uomo avrebbe commesso vari atti, consistenti in baci, toccamenti ma anche atti sessuali veri e propri in camera da letto.

Nel corso delle indagini alcune delle vittime sono state ascoltate subito in forma protetta per limitare loro ulteriori traumi e consentire poi l’avvio di un difficile percorso di sostegno psicologico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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