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Aemilia: requisitorie dei pm 

Appello, per Diletto e Gibertini chiesta la conferma delle pene

Appello, per Diletto e Gibertini chiesta la conferma delle pene

BOLOGNA. Sono proseguite ieri – in Corte d’appello a Bologna – le requisitorie dei pm Umberto Palma e Nicola Proto nel processo Aemilia di secondo grado che si tiene a porte chiuse (come previsto per...

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BOLOGNA. Sono proseguite ieri – in Corte d’appello a Bologna – le requisitorie dei pm Umberto Palma e Nicola Proto nel processo Aemilia di secondo grado che si tiene a porte chiuse (come previsto per i riti abbreviati) e che coinvolge una sessantina di imputati. Anche stavolta vi è stato un “prologo” in videoconferenza: Romolo Villirillo dal carcere di Sassari ha lamentato ricorrenti problemi di collegamento con l’aula, anche venerdì mentre era in corso la requisitoria nei suoi confronti («Per tre minuti non ho sentito nulla»). Poi l’accusa ha chiesto – in gran parte – la conferma delle condanne di primo grado. Diverse le posizioni “reggiane” di un certo peso analizzate ieri. Il pm Proto ha proposto ancora una condanna a 14 anni, 2 mesi e 20 giorni per Alfonso Diletto che è considerato uno dei capi della cosca. «Abbiamo depositato delle contromotivazioni difensive piuttosto corpose – spiega a fine-udienza il legale Alessandro Sivelli – di cui ha dato atto anche il pm, pur non condividendole. Invece riteniamo che vi siano parecchie ragioni per replicare». Stessa linea accusatoria confermativa (9 anni e 4 mesi di carcere) espressa dal pm Palma per il volto tv Marco Gibertini, con il concorso esterno al clan ndranghetistico come punto focale. «Un fattivo aiuto al rafforzamento del sodalizio in un momento di difficoltà non vi è stato da parte del mio assistito – commenta all’uscita dall’aula l’avvocato difensore Liborio Cataliotti – anzi le stesse indagini dicono che si trattò di iniziative controproducenti. Dal mio punto di vista tutto ciò è molto sindacabile». Sempre in ambito reggiano, chieste condanne confermate anche per l’imprenditore Giovanni Vecchi (4 anni e 10 mesi), per la sua compagna Patrizia Patricelli (stessa pena) e per il fratello di lei (1 anno e 4 mesi la condanna indicata nei confronti di Alfonso Patricelli), ma anche per Francesco Silipo (4 anni di cella). Giunte ieri in redazione note di forte sdegno – firmate da vari esponenti del centrodestra (Maurizio Gasparri, Massimo Palmizio, Gianluca Nicolini e Nicolas Caccavo) – per la nuova richiesta di condanna (8 anni) avanzata nei riguardi del politico reggiano Giuseppe Pagliani: «È un accanimento giudiziario che sconcerta». (t.s.)

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