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«Io cerco il confronto, non la polemica» 

«Io cerco il confronto, non la polemica» 

Nicolini ribatte alla Cgil su pronto soccorso e automediche: «E non mi sento dominus della sanità»

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REGGIO EMILIA. «Nicolini non è padrone dell’azienda»: così sulla Gazzetta di ieri Maurizio Frigeri, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica, tornava all’attacco del direttore della sanità reggiana per la sua risposta in merito all’allarme lanciato dai sindacati sulla situazione critica dei pronto soccorso e delle automediche in provincia. E non poteva mancare l’ennesima controreplica. «Premetto – esordisce Fausto Nicolini – che non parlerei di polemica ma di normale confronto dialettico tra Azienda e Sindacato. Certo aver scelto di parlarne tramite i giornali e con l'inconsueta modalità di una “lettera aperta” ai cittadini ed alle loro rappresentanze istituzionali come la conferenza territoriale socio sanitaria ha amplificato un normale confronto travestendolo da scontro. Non so quanto il comune cittadino possa aver compreso del problema se non una generica e allarmante preoccupazione. È comunque un confronto tra soggetti istituzionali (Azienda e Sindacati) e non tra persone. Non ho assolutamente nulla contro il segretario Frigeri e penso, spero che questo valga anche per lui nei miei confronti. Ricopriamo ruoli diversi che per forza di cose esprimono punti di vista diversi, entrambi legittimi e degni di essere tenuti in considerazione»

Detto questo alcune precisazioni «sono necessarie». «Non ho mai affermato – continua Nicolini – di essere “indignato” per questa vicenda. Sorpreso forse sì, per i modi e i tempi con cui si è sviluppata. Ribadisco che , nello specifico, sulla tempestività della segnalazione della Cgil in relazione alla prossima imminente fusione delle due aziende mi sono limitato a rispondere a sollecitazioni dei giornalisti che mi chiedevano perché "un problema che esiste da anni fosse messo all'attenzione della opinione pubblica adesso". Ho anche risposto, ci sono le videoregistrazioni, che questa cosa andava chiesta alla Cgil. Quindi nessuna dietrologia».

Per quanto riguarda l'affermazione “Nicolini non è il padrone della Azienda”? «Non posso che essere totalmente d'accordo. – spiega – Certamente non mi sento il padrone nè il dominus della sanità reggiana. La sanità reggiana è di tutti, dei cittadini, della comunità, delle istituzioni, dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Ho l'ambizione, l'orgoglio e probabilmente la presunzione di definirmi un “civil servant” cioè un professionista al servizio delle istituzioni e della comunità. Una missione e un lavoro, che ho avuto la fortuna, l'onere e il privilegio di svolgere tra la mia gente. Penso che la mia carriera e la mia storia professionale possano testimoniare il mio impegno in questo senso nei diversi ruoli che ho ricoperto nel sistema sanitario di questa provincia negli ultimi 30 anni. Dal mio punto di vista con la convinzione di essermi sempre assunto le mie responsabilità, nelle decisioni e sui risultati, mettendoci la faccia nel bene e nel male». Nicolini sottolinea poi come Frigeri in qualche modo lo sopravvaluti: «Pensare che io possa influenzare le politiche di programmazione, formazione, specializzazione, inserimento nel mercato e arruolamento nel servizio sanitario nazionale di medici dell'emergenza urgenza mi pare eccessivo. Non mi sento il padrone dell'azienda ma sono certo di non essere il titolare nè del Ministero della Salute nè del Miur. La sanità come affermano i sacri testi manageriali è il settore più complesso: vale per i sindacati, per le istituzione e per la componete manageriale. Chi ha proposte appropriate, sostenibili, condivisibili e soprattutto praticabili è sempre ben accetto e si faccia avanti. Le buone idee ci troveranno sempre disponibili e ricettivi».



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