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Mai più bimbi dimenticati in auto Invenzione salvavita di Reverberi

di Domenico Amidati
Mai più bimbi dimenticati in auto Invenzione salvavita di Reverberi

ALBINEA. Un seggiolino salvavita per i bambini dimenticati in auto dai genitori, per cercare in ogni modo di evitare disgrazie come quella capitata nei giorni scorsi ad una famiglia di Arezzo. L’idea...

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ALBINEA. Un seggiolino salvavita per i bambini dimenticati in auto dai genitori, per cercare in ogni modo di evitare disgrazie come quella capitata nei giorni scorsi ad una famiglia di Arezzo. L’idea è venuta ad un nonno di Albinea, l’elettrotecnico 67enne Gino Reverberi, che lo ha già progettato e costruito pensando non solo ai bambini, ma anche alle persone non autosufficienti.

Reverberi si è messo al lavoro quattro anni fa, turbato dalla tragedia che nel giugno del 2013 aveva colpito una famiglia di Piacenza: Luca Albanese, un bambino di appena due anni, era stato trovato senza vita dopo che il papà lo aveva dimenticato in auto.

Da genitore e nonno, Revereberi rimase sconvolto per l’accaduto, e da quel momento non si è dato pace. Sfruttando la sua esperienza di elettrotecnico – ripara televisori e strumenti elettronici – si è subito attivato, ripromettendosi di fare di tutto affinché tragedie simili potessero non ripetersi mai più. La sua mente e le sue mani, giorno e notte, hanno lavorato solo in funzione di questo scopo. E, finalmente, è arrivato a creare un seggiolino salvavita, collaudato con esito positivo alla presenza dei famigliari sulla propria auto, caricando il nipotino.

Come funziona l’invenzione del nonno di Albinea? Si tratta di un cuscino appoggiato sul sedile dove si trova il bambino, collegato all'impianto elettrico dell’automobile e ai vetri delle portiere. Funziona con la batteria. Quando il conducente stacca la chiave dal cruscotto, un sistema di allarme si attiva e suona – nel test in famiglia ha utilizzato il suono di un gioco del nipotino – e avverte che c’è un emergenza, in questo caso relativa alla presenza di una persona ancora all’interno dell’auto. Se il conducente è talmente distratto da non accorgersene, entra in gioco un ulteriore congegno: i vetri elettrici di tutte le portiere, infatti, si abbassano automaticamente e permettono di non surriscaldare l’interno dell’auto, facendo entrare aria dall’esterno. Così facendo, se anche un bambino dovesse rimanere “intrappolato”, si potrebbe evitare la tragedia.

L’inventore, persona e nonno molto sensibile, si sentì orgoglioso e felice. Riprese anche a dormire, dopo notti insonni a causa del dolore provocato in lui dalla tragedia piacentina e alla mente concentrata solo ed esclusivamente sull’idea che avrebbe potuto evitarne altre.

Gino Reverberi ha messo a disposizione la sua invenzione a quanti volessero utilizzarla: «I bimbi sono teneri, sono il futuro dell'umanità – ha detto in quei giorni – e ascoltando notizie terribili, di famiglie stroncate da tragedie simili, mi sono sentito in dovere di impegnarmi a costruire un congegno per potere evitare certe disgrazie. Ho pensato di applicare la tecnologia per il bene dell’umanità, come aiuto e rimedio a certe nostre amnesie. I miei genitori, con tanti sacrifici, mi hanno dato la possibilità di studiare elettronica e io ho cercato di usare questo moderato sapere e le mie nozioni per costruire il “Salva bimbo”: un sistema semplice, estendibile a tante soluzioni e che fa ricordare a chi è alla guida o al passeggero che c'è una meravigliosa creatura da portare con sé fuori dall'abitacolo. Questo sistema permette di creare una difesa attiva e passiva contemporaneamente, diminuendo il rischio di dimenticare il bimbo in auto al freddo o al sole cocente ed evitando così che si verifichi una tragedia».

Il clamore provocato a suo tempo da questa invenzione ha dato il via a una serie di esperimenti che sono culminati nella costruzione di seggiolini salvavita. Ora dovrebbero essere le istituzioni ad obbligarne l’acquisto, in modo tale da evitare tragedie come quella che nei giorni scorsi ha portato alla morte della piccola Tatiana, una bambina di Arezzo di appena 16 mesi.

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