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Correggio, orefice reagisce alla rapina e viene ferito

di Ambra Prati
Correggio, orefice reagisce alla rapina e viene ferito

Paura in Galleria. Arrestato il bandito armato di coltello, ora è caccia al complice fuggito con gioielli per 25mila euro

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CORREGGIO. Con il pretesto di dover lucidare una catenina, si è fatto aprire dall’orefice, che ha poi aggredito e ferito in una violenta colluttazione, mentre il complice svuotava la vetrina fuggendo con 25mila euro di gioielli. La brutale rapina ha diffuso il panico a Correggio, con i negozianti e i cittadini che prima hanno sentito le urla del gioielliere, poi hanno visto i carabinieri battere il centro storico mitra in spalla.

Giovedì scorso in Galleria Politeama è stata presa di mira la gioielleria “Arte Orafa” del titolare vietnamita Trinh Hoang Hung, 60 anni, che ha riportato una coltellata superficiale all’addome, lievi ferite da taglio all’orecchio e all’anulare, graffi ed escoriazioni. Poche ore dopo i carabinieri di Correggio hanno arrestato il malvivente armato di coltello, Abdelkarim Slougui, 28enne residente a Correggio, finito dietro le sbarre per concorso in rapina aggravata. Mancano all’appello il complice e pure il bottino.

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L’origine dei fatti verso le 17, quando il tunisino ha suonato il campanello della gioielleria, facendosi aprire la porta chiusa dall’interno. Appena entrato, il bandito ha aggredito l’orefice, trascinandolo dietro al bancone da lavoro, poco visibile dall’esterno per la presenza di un separé. Tra i due è nata una colluttazione violenta, perché in un primo tempo l’orefice ha reagito. Finché il malvivente, con un pugnale, ha ferito più volte l’orefice in modo superficiale, bloccandolo e costringendolo a stendersi prono sotto il banco del laboratorio e puntandogli l’arma dietro l’orecchio destro. In quei concitati secondi, il complice ne ha approfittato per entrare e svuotare le vetrine dei monili in oro esposti, dandosi poi alla fuga.

A questo punto il rapinatore armato ha ripulito a sua volta il banco del laboratorio, arraffando una scatola contenente dell’oro ancora grezzo e uscendo dall’oreficeria, inseguito dal negoziante, che ha afferrato un bastone e lo ha tallonato per qualche metro, urlando. Le grida del gioielliere hanno attirato altri negozianti e passanti, che hanno lanciato l’allarme al 112.

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I carabinieri si sono precipitati sul posto, raccogliendo il racconto spaventato del titolare, che è stato medicato dal personale di un’ambulanza, ma ha rifiutato il trasporto in ospedale. L’orefice ha visto il complice solo di spalle, ma ha saputo fornire una descrizione dettagliata dell’aggressore che, essendo residente in paese, in poche ore è stato rintracciato e arrestato dall’Arma. Slougui, operaio incensurato difeso dall’avvocato Andrea Mazzacani, ora è in carcere. Domani comparirà in tribunale per l’udienza di convalida. Le indagini, coordinate dal pm Stefania Pigozzi, proseguono per risalire al complice, scappato con l’ingente refurtiva. Si sta scavando nella cerchia di amicizie dell’arrestato, così come si stanno analizzando le immagini delle telecamere, sia della gioielleria che della zona intorno alla galleria.

La sua identificazione potrebbe avvenire già nelle prossime ore. Secondo l’arrestato, il complice potrebbe essere un nomade, che poco prima della rapina sarebbe stato visto nelle vicinanze assieme al tunisino.

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