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Prende il via il progetto dell’orto comunale bio
GUASTALLA. Nell’ambito della rassegna “Siamo quello che mangiamo”, mercoledì è stato ospite dell’Emporio Solidale il professor Stefano Pescarmona: agronomo e docente all’università di Scienze...
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GUASTALLA. Nell’ambito della rassegna “Siamo quello che mangiamo”, mercoledì è stato ospite dell’Emporio Solidale il professor Stefano Pescarmona: agronomo e docente all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, vignaiolo biodinamico del Podere Magia di San Polo, ha parlato di orti urbani ecologici.
Si è trattato del primo incontro per cominciare a progettare un orto comunale biologico ecosostenibile. Il Comune di Guastalla ha già creato un progetto dal nome “OrtoCamPo”, per realizzare orti urbani per i quali è già stata individuata l’area: nello spazio verde vicino al centro sociale “I Maggio”, dove erano allestiti i container post terremoto.
Gli orti metteranno a disposizione lotti di terra e spazi comuni condivisi, in un’area attrezzata, a cittadini o gruppi di cittadini che vogliano avvicinarsi alla coltivazione; ad associazioni ed enti no profit che vogliano sviluppare progetti a sostegno di persone svantaggiate; a scuole e classi per percorsi di educazione ambientale ed alimentare.
L’insieme degli orti avrà un regolamento ed una governance che porrà l’attenzione sulla condivisione dei mezzi, sulla socialità e sul rispetto di criteri biologici di coltivazione. Inoltre gli orti saranno dotati di un piccolo immobile da usare come ricovero attrezzi, una sala polivalente per riunioni ed una piattaforma, una vera e propria piazza dove sviluppare un mercato contadino periodico (aperto anche ad altri produttori).
Il progetto degli orti urbani è pensato per le energie rinnovabili: per l’illuminazione sarà previsto un impianto fotovoltaico, mentre l’irrigazione arriverà in parte dal recupero delle acque piovane. Un impianto solare termico garantirà la produzione di acqua calda sanitaria per l’immobile, che verrà ideato e costruito con materiali eco-compatibili.
Gli orti urbani vogliono essere un luogo dove si produce solidarietà, nel quale i nuclei famigliari e i soggetti che si trovano in situazione di disagio (economico o sociale) possano trovare accoglienza e opportunità di confronto con altre persone. Il progetto si rivolge anche a coloro che non hanno reddito o lavoro e a chi – pur in possesso di un’occupazione – vive al di sotto della soglia di povertà perché rischia un indebolimento della rete di relazioni. (m.p.)
Si è trattato del primo incontro per cominciare a progettare un orto comunale biologico ecosostenibile. Il Comune di Guastalla ha già creato un progetto dal nome “OrtoCamPo”, per realizzare orti urbani per i quali è già stata individuata l’area: nello spazio verde vicino al centro sociale “I Maggio”, dove erano allestiti i container post terremoto.
Gli orti metteranno a disposizione lotti di terra e spazi comuni condivisi, in un’area attrezzata, a cittadini o gruppi di cittadini che vogliano avvicinarsi alla coltivazione; ad associazioni ed enti no profit che vogliano sviluppare progetti a sostegno di persone svantaggiate; a scuole e classi per percorsi di educazione ambientale ed alimentare.
L’insieme degli orti avrà un regolamento ed una governance che porrà l’attenzione sulla condivisione dei mezzi, sulla socialità e sul rispetto di criteri biologici di coltivazione. Inoltre gli orti saranno dotati di un piccolo immobile da usare come ricovero attrezzi, una sala polivalente per riunioni ed una piattaforma, una vera e propria piazza dove sviluppare un mercato contadino periodico (aperto anche ad altri produttori).
Il progetto degli orti urbani è pensato per le energie rinnovabili: per l’illuminazione sarà previsto un impianto fotovoltaico, mentre l’irrigazione arriverà in parte dal recupero delle acque piovane. Un impianto solare termico garantirà la produzione di acqua calda sanitaria per l’immobile, che verrà ideato e costruito con materiali eco-compatibili.
Gli orti urbani vogliono essere un luogo dove si produce solidarietà, nel quale i nuclei famigliari e i soggetti che si trovano in situazione di disagio (economico o sociale) possano trovare accoglienza e opportunità di confronto con altre persone. Il progetto si rivolge anche a coloro che non hanno reddito o lavoro e a chi – pur in possesso di un’occupazione – vive al di sotto della soglia di povertà perché rischia un indebolimento della rete di relazioni. (m.p.)
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