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Scoperta la filiera dello spaccio: 2 arresti 

di Ambra Prati
Scoperta la filiera dello spaccio: 2 arresti 

I carabinieri denunciano un 22enne e risalgono ai fornitori di Montecavolo e Campogalliano. Sequestrati due etti di hascisc

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CASTELNOVO MONTI. I carabinieri del Nucleo operativo di Castelnovo Monti sono partiti dal monitoraggio dei giovani consumatori di droga dell’Appennino e sono riusciti, così, a stroncare una rete di insospettabile spacciatori che si snodava tra le province di Reggio Emilia e Modena. Partendo dall’anello più piccolo e andando a ritroso nella filiera dei pusher, l’indagine, cominciata a Castelnovo Monti, è arrivata a Montecavolo di Quattro Castella e a Campogalliano (Modena).

Due gli arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: gli incensurati Francesco Cerrelli, 30enne di Montecavolo, e Fabio Amodio, 33enne di Campogalliano. Un terzo reggiano, 22enne, è stato denunciato.

L’operazione trae origine dall’attività di controllo del territorio ed è iniziata giovedì scorso, quando i carabinieri di Castelnovo Monti hanno fermato un 22enne del capoluogo montano che, sottoposto a controlli, è stato trovato in possesso di una ventina di grammi di hascisc. Nel prosieguo degli accertamenti sul giovane fermato, denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, i militari hanno scoperto che la zona collinare di Quattro Castella era il luogo frequentato dai giovani consumatori della montagna. Cerrelli è stato individuato come il fornitore di droga del giovane castelnovese. I militari sono andati a far “visita” al 30enne a colpo sicuro: durante una perquisizione nella sua abitazione, è stato rinvenuto quasi un etto di hascisc e un bilancino di precisione, perciò è scattato l’arresto.

Cristallizzata questa posizione, i carabinieri di Castelnovo Monti hanno eseguito immediati riscontri sulle relazioni dell’arrestato, concentrando la loro attenzione su un 33enne disoccupato di Campogalliano, Fabio Amodio.

Anche in questo caso l’esito della perquisizione domiciliare ha dato ragione agli investigatori, perché nella sua casa è saltato fuori un altro panetto di hascisc, del peso di circa un’ottantina di grammi, un bilancino di precisione e oltre duemila euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. In considerazione della flagranza del reato, anche per il modenese sono scattate le manette per il medesimo reato.

Nel complesso sono stati sequestrati circa due etti di hascisc, due bilancini di precisione e duemila euro al modenese.

Venerdì scorso Francesco Cerrelli è comparso in tribunale a Reggio per l’udienza di convalida: ha risposto alle domande, fornendo la sua versione dei fatti. Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto i domiciliari; l’avvocato difensore di fiducia, Matteo Fontanesi, sottolineando che il suo assistito ha un lavoro regolare e non ha mai avuto guai con la giustizia, ha chiesto una misura meno pesante.

Il giudice Alessandra Cardarelli ha convalidato l’arresto e ha scarcerato Cerrelli, disponendo l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

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