Gazzetta di Reggio

Reggio

«Alcol e droga, mix sempre più diffuso»  

di Gabriele Farina
«Alcol e droga, mix sempre più diffuso»  

Il presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII illustra le cifre dell’azione di contrasto e lancia un appello allo Stato

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REGGIO EMILIA. «L’alcol è sempre più usato come mix con tutte le sostanze stupefacenti, anche nella nostra città. Si potrebbero fare più azioni di contrasto, a Reggio come a livello nazionale».

Ecco la fotografia scattata da Matteo Iori, presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII. Il gruppo che lui dirige segue da anni quanto accade nella movida reggiana. Lo scorso anno, per esempio, hanno contattato 25.178 persone nel corso di 423 uscite tra locali, discoteche e pub.

«Abbiamo notato un aumento di chi usa l’alcol insieme a sostanze stupefacenti – argomenta Iori – e tutto ciò è fatto per divertimento. In passato, invece, il consumo di alcol era prevalentemente legato al cibo. Oggi , al contrario, è usato per divertirsi di più e questo vale per tutti, dai più giovani alle persone adulte».

Il presidente dell’associazione, tuttavia, evidenzia elementi positivi. «I giovani e soprattutto i giovanissimi sono molto più attenti alla guida – sottolinea Iori – rispetto a quanto non fossero un tempo. Molto frequentemente scelgono un guidatore designato, che non beve, nel gruppo di amici. Un elemento che non riscontriamo negli adulti. In genere, le persone dai 35-40 anni in su tendono a rimettersi al volante anche dopo aver bevuto. Evidentemente l’attenzione ai pericoli della guida è stata introiettata in modo più positivo dai giovani rispetto agli adulti». Tuttavia, anche nella città del Tricolore le criticità non mancano. «Troviamo locali in cui non distribuiscono acqua gratis per chi non beve – aggiunge il presidente dell’associazione – e in cui non si praticano abbassamenti dei prezzi per chi consuma sostanze analcoliche. Sono scelte che premierebbero molto».

Molto potrebbe fare anche il governo. «In Emilia Romagna si stanno sviluppando progetti importanti – rimarca Iori – malo Stato dovrebbe un’attenzione maggiore sul tema dell’alcol, anche per i giovanissimi. Troppo spesso, inoltre, ragazzi e ragazze sotto i 18 anni riescono a bere liberamente». Il presidente non ravvisa particolari differenze legate al genere, in quanto «bevono tanto gli uomini quanto le donne».

La Papa Giovanni XXIII svolge anche un ruolo nella disintossicazione di persone che presentano una dipendenza da alcol. «Sono generalmente adulti – spiega Iori – e intraprendono un percorso piuttosto lungo, perché smettere di bere non è facile, anche per gli stimoli esterni che ci sono».

Nel 2016, l’associazione ha svolto 6.976 interventi per ridurre i rischi legati all’alcol, consegnando 665 libretti informativi ad hoc ed effettuando 220 esami con gli etilometri.


 

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