Gazzetta di Reggio

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Artioli-Menozzi, testa a testa nella notte 

di Ambra Prati
Artioli-Menozzi, testa a testa nella notte 

Campegine: l’avvocato vince 303 a 251 nel seggio di Case Cocconi, il suo paese. Conteggio aperto negli altri tre seggi

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CAMPEGINE. Un testa a testa in cui tutto era ancora possibile, con Germano Artioli che si è aggiudicato la vittoria nel seggio di Case Cocconi, quello relatovo alla frazione in cui l’avvocato abita. Testa a testa invece i risultati degli altri tre seggi elettorali campeginesi.

Questa la situazione a Campegine all’una della scorsa notte, due ore dopo il termine delle operazioni di voto alle elezioni amministrative. Per conoscere il nome del nuovo sindaco del paese della Val d’Enza è stato necessario attendere altre ore.

L’unico dato certo, a quell’ora, era quello relativo ai votanti: si sono recati alle urne 2.318 campeginesi, su 3.905 totali aventi diritto su una popolazione di circa 5.300.

Alle 23, orario di chiusura dei seggi, le sedi delle due liste civiche Rinascita Campeginese (candidato sindaco Giuseppe Artioli, detto Germano, alla guida dell’ex comitato contrario alla fusione e trasformatosi in partito) e Insieme per Campegine (di ispirazione Pd, con candidato sindaco Daniele Menozzi), una di fronte all’altra in via Amendola a pochi metri dal municipio, erano deserte. I candidati consiglieri erano tutti davanti all’unica luogo di voto delle scuole medie di via Montry 3, ad aspettare divisi in gruppetti, mentre i rappresentanti di lista vigilavano dietro le porte chiuse sullo spoglio.

Assenti Artioli e Menozzi, che hanno preferito farsi vedere solo a cose fatte: perché davvero, in questa competizione elettorale incertissima e fortemente condizionata dal plebiscito referendario, l’esito non è mai stato così incerto, nonostante i cinquant’anni di guida Pd.

Alle 23.40 è comparso il sindaco uscente Paolo Cervi, in paziente attesa. Il fatto che il gruppo di Rinascita contava più cittadini e simpatizzanti, arrivati alla spicciolata in bicicletta, mentre per il gruppo di Insieme per Campegine c’erano solo i candidati consiglieri, è stata letta come un presagio: ma anche questo aspetto è più di colore che altro.

Il primo dato definitivo è arrivato dal seggio 3 all’una meno un quarto: la vittoria di Artioli nel seggio numero 3 con 303 voti, contro i 251 per Menozzi, le 9 schede bianche e le 12 nulle, per un totale di 575 schede.

Ma non è una indicazione necessariamente utile a capire come terminerà il conteggio: anzitutto perché si tratta del seggio di Case Cocconi, vale a dire il “feudo” di Artioli, che nella sua frazione è avvantaggiato. E poi perché un solo seggio su quattro non basta a spostare l’ago della bilancia in un senso o nell’altro, visto il testa a testa complessivo. Sempre all’una meno un quarto il seggio numero 1, il più numeroso con 900 schede, era ancora testa a testa: circa 260 voti sia per Germano Artioli, sia per Daniele Menozzi, ma mancavano ben 150 schede.

Lo spoglio, che doveva riguardare prima il candidato sindaco e poi le preferenze – che di certo, con l’obbligo di indicare almeno una donna per rispetto delle quote rosa, riservavano più di un problema e potevano disorientare gli elettori – è andato a rilento perché i presidenti di seggio, per non ricontare le schede due volte, hanno usato un metodo diverso, conteggiando tutte le schede un’unica volta, annotando preferenze e quant’altro e iniziando solo dopo la conta per il candidato sindaco.

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