Gazzetta di Reggio

Reggio

È tempo di Mercoledì Rosa per accendere la città 

di Chiara Cabassa
È tempo di Mercoledì Rosa per accendere la città 

Quest’anno sono sette le serate tra giugno e luglio da segnarsi in agenda  Maramotti: «Negozi aperti fino a mezzanotte ed eventi diffusi in centro storico» 

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REGGIO EMILIA. Tornano i Mercoledì Rosa, nati otto anni fa e ormai attesi da tanti reggiani e non solo come un appuntamento immancabile dell’estate in centro storico. Quest’anno, le date da segnare in agenda sono il 21 e 28 giugno, e ancora il 5, 12, 19 e 26 luglio. Cosa succederà in queste sere? Formula vincente non si cambia. E quindi: negozi aperti fino a mezzanotte, performance e spettacoli diffusi nelle piazze e nelle vie del centro, stazioni gastronomiche sempre gradite, possibilità di fare shopping by night per sentirsi, perché no, un po’ in vacanza.

«Abbiamo iniziato nel 2010 – conferma Natalia Maramotti, assessore a Sicurezza, Cultura della legalità e città storica con delega a Commercio e attività produttive – un’idea portata avanti dalla Cna poi fatta propria dalla tavola del commercio. L’intenzione rimane quella originaria: fornire un’opportunità ai cittadini e allo stesso tempo promuovere il centro storico. I commercianti, certo non tutti ma molti, continuano ad aderire ai Mercoledì Rosa e questo significa che la formula funziona e che almeno per alcune tipologie di attività un qualche ritorno c’è».

Che organizzare eventi premi la città, è d’altra parte sotto gli occhi di tutti. «Pensiamo a maggio – riflette Maramotti – che è stato un tripudio di eventi. Inevitabilmente dove si creano situazioni la gente arriva e magari, trovandosi in un contesto di benessere, è portata ad acquistare. Ma non solo: trovandoti per qualsiasi motivo in una città, sei portato a guardarti intorno e a scoprire che quel luogo ha magari molto più da offrirti di quanto avresti pensato».

Premesso che Natalia Maramotti è stata eletta recentemente a Parma presidente della Destinazione Turistica Emilia (nuovo ente d’area vasta che comprende Reggio Emilia, Parma e Piacenza): stiamo parlando di turismo? «La logica per cui nasce Destinazione Turistica - spiega Maramotti – è quella di promuovere un territorio e in questo caso più territori. E dobbiamo essere consapevoli che il turismo deve essere considerato una vera e propria industria: rappresenta un incredibile driver per il commercio e, considerando tutto l’indotto oltre alla fruizione diretta, può avere importanti ricadute sul territorio».


 

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