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#EffettoQUA, Roversi conclude l’iniziativa 

#EffettoQUA, Roversi conclude l’iniziativa 

Botta e risposta tra l’attore e il sindaco Vecchi in piazza Casotti sul tema della partecipazione

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REGGIO EMILIA. Partecipazione, co-progettazione, architetti di quartiere, accoglienza. Il sindaco Luca Vecchi traccia un’ampia panoramica su molti temi sabato sera in piazza Casotti.

Dalle 21 il primo cittadino si sottopone alle domande di Patrizio Roversi, attore televisivo bolognese d’adozione, a chiusura della giornata “#EffettoQua”. L’hashtag si ripete con “#SiamoQUA...belle storie dalla città”, il nome dell’incontro a due con il pubblico. Il tono delle domande è diretto, a volte colloquiale. Il format assomiglia a quello di un gioco, in cui il presentatore chiede all’intervistato quale accezione del termine è più corretta prima di sviluppare un tema. Un esempio? Il “Qua” del titolo indica semplicemente il luogo, è un nipotino di Paperino o l’inizio di “quartiere”?

La risposta è la terza e così il sindaco inizia a descrivere il lavoro compiuto dall’insediamento dell’amministrazione, «coinciso con la fine dell’esperienza delle circoscrizioni». A quel punto, Vecchi paragona il lavoro compiuto a «un grande cantiere aperto», in virtù del fatto che «potevamo pensare che il rapporto con la città decentrata potesse essere gestito dal palazzo comunale».

Ecco così arrivare il discorso alla parola chiave “progettazione”, alla quale si legano tanti termini come architetti di quartiere. «Non sono necessariamente architetti che stanno progettando palazzi di quartiere – aggiunge il sindaco – ma sono persone ogni giorno al lavoro per fare opere di manutenzione e valorizzazione di un sistema di relazioni di comunità, legami sociali, istanze dal basso canalizzate all’interno dell’amministrazione».

In tal modo, si giunge a quello che Vecchi considera il «secondo principio fondamentale» ovvero la co-progettazione. Un’azione che coinvolge «da una parte l’amministrazione, dall’altra singoli cittadini, associazioni e migliaia di ore di volontariato» per una progettazione condivisa.

Roversi riflette poi sull’abolizione dei quartieri, che il presentatore definisce «sensori per capire cosa c’era da fare». Appena l’intervistatore cita il caso Parma, «in cui una certa logica porta a dire all’amministrazione che non c’è problema perché c’è una rete», Vecchi ha una reazione che il volto noto della televisione gli chiede di ripetere. «Ciao», esegue il sindaco, sventolando la mano sinistra dietro di sé.

Vecchi spiega quale è la sua visione politica in merito: «Il Comune non può pensare di fare tutto precipitando le decisioni dall’alto». La chiacchierata prosegue e si parla di accoglienza. Roversi introduce la sindrome Nimby (Not In My Back Yard, ovvero "Non nel mio cortile”), ottenendo una risposta sull’accoglienza. (g.f.)

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