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L’avvocato al bar vicino al seggio L’avversario va in campagna

L’avvocato al bar vicino al seggio L’avversario va in campagna

CAMPEGINE. Uno al bar e in giro per il paese, l’altro ritirato in campagna: anche ieri, nella lunga giornata elettorale, lo stile dei due candidati sindaci che si sono contesi i voti dei campeginesi...

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CAMPEGINE. Uno al bar e in giro per il paese, l’altro ritirato in campagna: anche ieri, nella lunga giornata elettorale, lo stile dei due candidati sindaci che si sono contesi i voti dei campeginesi si è dimostrato agli antipodi. Germano Artioli si è presentato alle urne alle scuole medie di piazzale Montry 3, di fianco al campo sportivo tra Campegine e Caprara, alle ore 16, accompagnato dalla moglie: una votazione veloce, tra i saluti dei presenti. «Cosa ho votato? Sono un sincero democratico, avrei anche votato Menozzi: ma tiene il Milan, come faccio?», ha scherzato Artioli, che nel pomeriggio si è attardato al bar di fronte ai seggi, a chiacchierare e a scherzare con i clienti, rimanendo in giro fino a sera. Menozzi invece è entrato nel seggio numero 1 dell’unica sede elettorale verso mezzogiorno ed, essendo stato sindaco per due mandati (1998-2007), ha voluto sottolineare la sua popolarità. «Ci ho messo un’ora, perché parecchi cittadini mi hanno fermato per dirmi una battuta o farmi gli auguri. Ho votato per me», ammette imbarazzato. Il resto della giornata l’ha passata in una casetta di aperta campagna. «Non ho mai sostato davanti al seggio: è una mia abitudine, per questione di delicatezza. Ho passato il pomeriggio in campagna, a rilassarmi e a prendere il sole; nell’attesa meglio riposarsi». (am.p.)

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