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Reggio Emilia, Vecchi contro la fiaccolata: «Non possiamo portare via i profughi»

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia, Vecchi contro la fiaccolata: «Non possiamo portare via i profughi»

Questa sera alle 21 da piazza Martiri il corteo per dire basta accoglienza
Il sindaco, alla fine, si schiera: «Sbagliate le ragioni dei comitati»

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REGGIO EMILIA. Molti rappresentanti della giunta comunale si sono espressi, a più riprese, contro la fiaccolata di oggi organizzata da sette comitati di cittadini. Il vicesindaco, l’assessore alla sicurezza, persino quello alla città internazionale hanno manifestato la loro contrarietà a questo evento, parlando di fatto a nome di tutta l’amministrazione.

È sempre mancata, però, la presa di posizione ufficiale del vertice del Comune, il sindaco Luca Vecchi. Una prudenza politica blindatissima che è stata rotta solamente sabato, a due giorni dalla manifestazione. È qui che, in piazza Casotti durante la presentazione dei progetti realizzati da “Quartiere bene comune”, Vecchi ha parlato del tema dell’immigrazione e della protesta dei comitati.

«Stiamo parlando di un grande tema globale – ha detto il sindaco – arrivano centinaia di migliaia di migranti. Non è un problema solo del Comune ma si tratta di un tema in cui il Comune di Reggio è parte integrante. Da tre anni gestiamo l’accoglienza e attualmente sono arrivati circa in 1.500, abbiamo cercato di accogliere con un sistema razionale, diffuso. In ogni struttura non ci sono più di sei richiedenti asilo anche se il capoluogo si assume qualche responsabilità in più di altre amministrazioni: in città ne ospitiamo un po’ di più (circa duecento) rispetto alla quota affidataci dal ministero».

Ed è a questo punto che arriva la stoccata, sottile ma sferzante, nei confronti dei comitati: quando il sindaco spiega le ragioni che secondo lui hanno mosso la fiaccolata.
«Tutto si spiega con la sindrome di Nimby – conclude Vecchi – un acronimo inglese per “not in my back yard”, letteralmente “non nel mio cortile”. Ed è quello che dice questa manifestazione: “via i profughi, portateli negli altri Comuni, perché la città ne ha troppi”. Ma quando governi una città non devi perdere di vista che sei parte integrante di una classe dirigente di una comunità molto più ampia, quella nazionale. Ci sono problemi che affronti a Reggio, ma che sta affrontando l’Italia assieme al mondo intero e non ce ne possiamo certo chiamare fuori in questo modo».

Non una stroncatura vera e propria ma una delegittimazione delle ragioni dei comitati che partirebbero da una motivazione quasi puerile, da una sindrome (Nimby) che si riassume nell’egocentrismo: riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sul territorio locale.

La fiaccolata, in ogni caso, oggi si farà e alle 21 i comitati partiranno da piazza Martiri del 7 Luglio per giungere in piazza Prampolini. Assieme a loro ci saranno anche movimenti, partiti e partitini, accaparratori di consenso e una serie di nomi e personaggi integrati con le frange più estreme della desta nazionalista italiana. In extremis infine, alla vigilia della manifestazione, è arrivato anche l’annuncio che a sfilare in centro a Reggio Emilia ci sarà anche il circolo modenese “La Terra dei Padri”, associazione di destra recentemente incendiata da alcuni antifascisti. «Numerosi iscritti – spiega il presidente Fabio De Maio – parteciperanno alla fiaccolata senza portare nessun simbolo distintivo».

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