Abbracci, brindisi e cori davanti ai seggi. La prima battuta del vincitore: «Daniele chi?»
CAMPEGINE. E’ domenica notte, i seggi hanno chiuso alle 23. Dopo due ore di mezza di febbrile attesa delle due fazioni all’esterno delle scuole medie di via Montry, all’1.20 – quando ormai è chiaro...
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CAMPEGINE. E’ domenica notte, i seggi hanno chiuso alle 23. Dopo due ore di mezza di febbrile attesa delle due fazioni all’esterno delle scuole medie di via Montry, all’1.20 – quando ormai è chiaro che nemmeno il prevalere di Menozzi nel seggio 1 può scalfire la vittoria di Artioli – all’improvviso i candidati di Insieme per Campegine spariscono dall’orizzonte, così come il sindaco uscente Cervi. Il piazzale si affolla di sostenitori e simpatizzanti di Rinascita Campeginese: tra i “forestieri”, Federica Costi, assessore a Gattatico, con il marito (entrambi erano nel comitato gemello contro la fusione) e il consigliere della Lega Nord di Sant’Ilario Sergio Monticelli. Artioli ancora non si vede: viene cercato per telefono. «Germano, vieni; ci sono delle belle donne che ti aspettano. Come da tradizione socialista!». Risata generale. Dopo dieci minuti arriva lui, il neosindaco, a piedi con camicia a maniche corte fuori dai pantaloni. Il vincitore viene applaudito, abbracciato e baciato dalle numerose persone presenti. Qualcuno chiama: «Daniele, Daniele!» (Fontanesi, il fotografo del paese e motore della campagna sui social). Artioli si volta: «Daniele chi?». È la sua prima battuta da navigato politico. Sul posto si celebra il rito: viene stappata una bottiglia di spumante. Poi lo zoccolo duro – una cinquantina di persone – si sposta al bar di fronte, la Caffetteria Orologio, per altri brindisi a base di prosecco e per gustarsi a caldo la vittoria, tra cori di «hip hip hurrà» e «Rinascita-Insieme 1-0». Il clima è informale e rilassato, e Artioli non perde una sola occasione di ironia. «Germano non ci deludere, come hanno fatto gli altri». «Farò peggio», replica ridendo il neosindaco, al quale il barista, per primo, stringe la mano. Cinzia Saccani, all’opposizione in consiglio comunale per 15 anni, si siede accanto ad Artioli e commenta: «Ora finalmente posso dire da che parte sto, senza aver bisogno di esternare su Facebook come ha fatto Mirko Lepre (l’ex compagno di partito che, a differenza di Cinzia, si era schierato a favore della fusione, ndr). Ha vinto una squadra affiatata: questa è la differenza con il Pd». All’ennesimo brindisi Artioli, scatenando l’ilarità, osserva: «Ma siamo proprio sicuri? Non è che abbiamo contato male?» Perché ancora non c’è certezza sullo scarto di misura: si parla di 50-70 voti (saranno 68). Un simpatizzante osserva: «La cosa più bella è stata la conclusione della campagna elettorale: piazza Cervi finalmente piena di 200 persone». Una donna esulta: «Abbiamo creato un precedente». Passa un’auto di simpatizzanti che suonano il clacson. «Nella mia famiglia uno ha votato Menozzi e l’altro Artioli, sono in par condicio», osserva un pensionato. Alle 2.30 il neosindaco richiama la truppa all’ordine: «Andiamo a letto, domani c’è da lavorare». (am.p.)
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