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Ceramica Mac3, licenziamenti e scioperi 

Ceramica Mac3, licenziamenti e scioperi 

Il sindacato Filctem Cgil: «Quattro dipendenti lasciati a casa perché la riorganizzazione oraria non è andata a buon fine»

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BAISO. «La Mac3 ha lasciato a casa quattro persone da un momento all’altro. I problemi ci sono, ma non si risolvono certo così». Soffia un’aria tesa e densa di preoccupazione attorno alla ceramica Mac3 di Baiso, storica realtà produttiva collinare con la sua grande sede lungo la strada che porta verso Roteglia.

Filctem Cgil e la rappresentanza sindacale interna hanno indetto un picchetto per questa mattina, dalle 10 alle 12, prima risposta alla brusca rottura delle trattative su un cambio di orario. Nei mesi scorsi la proprietà ha proposto una variazione dell’organizzazione lavorativa in termini di ore, giorni e di sistemazione di addetti sulle varie linee, ma la discussione non ha portato ad un accordo e, anzi, le distanze si sono ampliate, almeno su alcune tematiche. Il risultato? «Visto che la trattativa sugli orari non è andata bene, l’azienda ha deciso di licenziare quattro persone, due con contratti a tempo determinato e due con contratto di somministrazione (una modalità di lavoro interinale)», segnalano i rappresentanti della Filctem, la sigla ceramica della Cgil. «Due dei licenziamenti sono già diventati esecutivi, già formalizzati, e ora stiamo a vedere cosa succederà per le altre due persone coinvolte. Una trattativa non può funzionare in questo modo, non si può lasciare a casa della gente perché le maestranze hanno detto no a una proposta di cambio orario che metteva anche a repentaglio la sicurezza dei lavoratori, lasciando una sola persona su linee produttive che finora hanno funzionato con due addetti alla volta», continuano.

La risposta è il picchetto di questa mattina, primo atto pubblico nella speranza che poi possa riprendere la discussione. La Mac3 non sta vivendo un momento facilissimo e paga, come molte altre realtà reggiane, gli anni di difficilissima congiuntura. Dopo alcuni scricchiolii negli anni scorsi, ora la situazione è di nuovo piuttosto complessa. Al momento vi sono impiegati 44 dipendenti, fra contratti a tempo indeterminato, determinato e a somministrazione.

«Che il quadro sia difficile lo sappiamo bene e abbiamo sempre cercato di mostrare responsabilità nel chiudere gli accordi», sostengono dalla Filctem. «È chiaro che ci sono difficoltà e sappiamo che tutti devono essere disponibili in momenti simili. Da parte nostra c’è l’apertura a ragionare nuovamente su una riorganizzazione degli orari, ma su una riorganizzazione che abbia un senso». Inoltre, è l’affondo, «non è licenziando quattro persone che si risolve una crisi aziendale. Va bene la disponibilità, ma questo comportamento non lo possiamo accettare. Anche perché lasciare a casa dei dipendenti in una ceramica dove ci sono pure degli interinali non è davvero una soluzione», concludono i rappresentanti della sigla Cgil. (adr.ar.)

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