«Concorsone Troppi docenti bocciati»
REGGIO EMILIA . «Le tantissime bocciature al concorso per la scuola primaria e quella dell’infanzia dell’Emilia-Romagna mettono in evidenza la necessità di valorizzare la formazione degli aspiranti...
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REGGIO EMILIA . «Le tantissime bocciature al concorso per la scuola primaria e quella dell’infanzia dell’Emilia-Romagna mettono in evidenza la necessità di valorizzare la formazione degli aspiranti maestri e maestre, puntando su investimenti che abbiano come obiettivo quello di preparare al meglio chi si appresta ad avere la responsabilità dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni». Lo dichiara, in una nota, la deputata reggiana del Pd e responsabile nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, Vanna Iori. «Su 3.319 candidati alla prova scritta per 1.027 posti a disposizione nella scuola primaria, sono 826 sono stati ammessi all’orale e lo stesso trend si è registrato al concorso per la scuola dell'infanzia, dove solo 448 candidati su 2.701 hanno superato la prova scritta», spiega Iori.
Per la parlamentare reggiana, «si tratta di numeri che mettono in evidenza un gravissimo deficit nella preparazione e che richiedono necessariamente un'attenzione particolare da parte di tutto il mondo della scuola e non solo – aggiunge ancora Iori – La Buona scuola ha introdotto numerosi elementi di valorizzazione, a iniziare dagli interventi nell'edilizia scolastica, ma occorre pensare anche alla didattica e alla formazione degli aspiranti maestri e maestre. È inammissibile che le cattedre possano rimanere vuote, creando un forte disagio per chi le scuole le frequenta».
Per la parlamentare reggiana, «si tratta di numeri che mettono in evidenza un gravissimo deficit nella preparazione e che richiedono necessariamente un'attenzione particolare da parte di tutto il mondo della scuola e non solo – aggiunge ancora Iori – La Buona scuola ha introdotto numerosi elementi di valorizzazione, a iniziare dagli interventi nell'edilizia scolastica, ma occorre pensare anche alla didattica e alla formazione degli aspiranti maestri e maestre. È inammissibile che le cattedre possano rimanere vuote, creando un forte disagio per chi le scuole le frequenta».
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