Gazzetta di Reggio

Reggio

Ex Zucchi, nel parcheggio 38 proiettili 

di Gabriele Farina
Ex Zucchi, nel parcheggio 38 proiettili 

Ritrovati dentro una scatola bossoli calibro 22. Indagano i carabinieri. La Procura apre un fascicolo per detenzione illegale

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REGGIO EMILIA. Trentotto proiettili calibro 22. Ecco la “sorpresa” contenuta in una scatola ritrovata sabato mattina nel parcheggio pubblico dell’ex caserma Zucchi. Le munizioni sono state consegnate alla Procura reggiana, che ha aperto un fascicolo verso ignoti per detenzione illegale. Partiamo dai fatti. Erano circa le 9.30 quando l’operatore dell’area ha notato un contenitore di carta abbandonato vicino alle macchinette in cui si paga il ticket del parcheggio. Un luogo ampiamente frequentato nel corso della settimana, quando i clienti (soprattutto studenti) si alternano per saldare il conto prima di uscire dall’area. Un’area che, invece, diventa meno frequentata nel fine settimana.

Ciò deve avere pensato chi li ha nascosti, magari con il favore delle tenebre, per poi tornare a riprenderli, sempre nel cuore della notte o anche di giorno. Il “piano” è stato rovinato con il ritrovamento da parte dell’uomo, che ha subito chiamato il 112. Sul posto sono arrivati così i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Reggio. I militari dell’Arma hanno potuto appurare che si trattava di munizioni dal diametro di circa 6 centimetri (22 centesimi di pollice, appunto) e lunghe oltre 25 millimetri. Inoltre, erano perfettamente funzionanti.

I carabinieri hanno quindi avviato le indagini per cercare risposte alle tante domande seguite alla scoperta. Chi ha depositato lì le munizioni? Erano detenute illegalmente? Era una persona o più di una? Aveva il volto coperto? Appartiene a qualche gruppo o è isolata? Le telecamere hanno potuto riprendere la scena?

«Metteremo le immagini a disposizione dei carabinieri», garantisce Filippo Lodetti Alliata, amministratore delegato di Reggio Emilia Parcheggi, gestore dell’ex Zucchi. Lodetti garantisce che offrirà la massima disponibilità agli inquirenti per le indagini e aggiunge di non aver ricevuto alcun tipo di minacce né a titolo personale né per l’ attività.

La pista delle minacce, a ogni modo, sembra comunque al momento esclusa per tutta una serie di elementi. Intanto, normalmente essi sono contenuti in una busta e non in una scatola. In secondo luogo, l’ingente quantità di proiettili ritrovati e sequestrati lascia pensare. Solitamente, infatti, ne viene mandato soltanto uno come una forma di avvertimento. In questo caso, invece, è stato rinvenuto un piccolo arsenale, con cui è possibile di ricaricare otto volte quasi completamente un tamburo di un revolver da cinque colpi.

Infine, il luogo stesso del ritrovamento. Nel caso di minacce aperte o atti intimidatori in genere, si desidera che l’oggetto dell’intimidazione sia ritrovato. Nella circostanza delle munizioni ritrovate al parcheggio, invece, si ha come l’impressione che chi ha nascosto i proiettili nella scatola lasciata presso la macchinetta utilizzata per il pagamento non voleva che gli stessi venissero ritrovati.

Gli inquirenti stanno quindi investigando per comprendere chi possa aver lasciato nell’area dell’ex Zucchi le munizioni e stanno ricercando eventuali testimoni.

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