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Già libero il rapinatore dell’orefice Non convalidato l’arresto differito

di Ambra Prati
Già libero il rapinatore dell’orefice Non convalidato l’arresto differito

CORREGGIO. È già libero il rapinatore della gioielleria di Correggio. Arresto non convalidato per Abdelkarim Slougui, tunisino 28enne, che ieri ha potuto andarsene a casa: ha solo l’obbligo di dimora...

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CORREGGIO. È già libero il rapinatore della gioielleria di Correggio. Arresto non convalidato per Abdelkarim Slougui, tunisino 28enne, che ieri ha potuto andarsene a casa: ha solo l’obbligo di dimora nel Comune di Correggio, dove risiede.

Colpo di scena giudiziario per uno dei due autori – l’unico per ora catturato, il complice è fuggito con il bottino da 25mila euro – del violento colpo all’Arte Orafa, gioielleria della Galleria Politeama di Correggio dove giovedì scorso il tunisino ha aggredito, immobilizzato sul pavimento e ferito con un pugnale il titolare vietnamita Tirnh Hoang Hung, 60 anni. Quest’ultimo lo ha poi inseguito invano, brandendo un bastone.

Ieri mattina Slougui è comparso in tribunale per l’udienza di convalida, rispondendo alle domande: ha ammesso le sue responsabilità, così come aveva fatto subito dopo la cattura, aggiungendo diversi particolari e “cantando” sul complice. Quest’ultimo non sarebbe un nomade, come l’arrestato aveva dichiarato nell’immediatezza, ma un connazionale, ex vicino di casa di Slougui: il secondo uomo è stato identificato e alle stesse conclusioni sono già arrivati gli inquirenti, confrontando le immagini delle telecamere del centro che hanno ripreso i due in un bar prima del colpo e soprattutto i tabulati telefonici del cellulare di Slougui, con traffico molto intenso verso il connazionale. Slougui ha addossato all’altro l’ideazione della rapina, dicendo che si è fatto convincere perché aveva bisogno di soldi, ma dichiarandosi pentito: il 28enne ha chiesto scusa e si è detto pronto a risarcire l’orefice per quanto ha arraffato lui, vale a dire due-tre collanine.

Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto la custodia cautelare in carcere. L’avvocato difensore di fiducia Andrea Mazzacani una misura meno afflittiva, sottolineando il fatto che Slougui è incensurato, ha un lavoro a tempo indeterminato, si è costituito (uscendo dai campi e consegnandosi ai carabinieri davanti a casa sua) e soprattutto ha collaborato con la giustizia, fornendo elementi che potrebbero portare al complice.Il giudice monocratico Dario De Luca ha deciso però di non convalidare l’arresto, in considerazione della cattura differita del tunisino (preso alle 23.30, sei ore dopo il colpo) e dell’assenza di flagranza di reato (nonostante l’orefice lo abbia riconosciuto). Il giudice ha riportato sentenze della Cassazione che impongono la consequenzialità e la contemporaneità tra reato e arresto, liberando il 28enne e rimandando gli atti al pm Pigozzi; quest’ultima impugnerà il provvedimento e sulla misura restrittiva è ancora presto per dire come andrà a finire. «Il mio cliente è stato collaborativo: a processo chiederemo le attenuanti generiche che, sommate all’incensuratezza, abbasseranno la pena al di sotto dei due anni», è la previsione della difesa. Significa che con tutta probabilità il 28enne non finirà mai in carcere.

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