Gazzetta di Reggio

Reggio

lo sconfitto 

Menozzi: «Un grande dispiacere Resterò assessore a Sant’Ilario»

Menozzi: «Un grande dispiacere Resterò assessore a Sant’Ilario»

CAMPEGINE. «Un grande dispiacere. Dispiacere soprattutto per le persone che mi hanno seguito in questi sei mesi: loro avrebbero potuto essere una nuova generazione di amministratori». Così Daniele...

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPEGINE. «Un grande dispiacere. Dispiacere soprattutto per le persone che mi hanno seguito in questi sei mesi: loro avrebbero potuto essere una nuova generazione di amministratori». Così Daniele Menozzi, 43 anni, sindaco per due volte (dal 1998 al 2007) ha commentato ieri la sua sconfitta. «La prima in 22 anni di politica, che io faccio per passione. Resterò assessore all’Urbanistica nel Comune di Sant’Ilario, non c’è incompatibilità. Certo sarà curioso: in maggioranza in un Comune, all’opposizione nell’altro».

Menozzi ha seguito lo spoglio elettore da un ufficio del paese. «Ho capito che la situazione era compromessa quando è arrivato il dato della sezione 3 ed eravamo sotto. Non ho mai pensato di avere la vittoria in tasca, ho sempre avuto la consapevolezza dell’equilibrio delle forze in campo: fino all’ultimo è stato un testa a testa». Su cosa lo abbia svantaggiato, Menozzi rimarca: «Partivamo da una situazione complessiva di sfavore, dall’esito referendario alle difficoltà socio-economiche accusate da molti cittadini (Coopsette in primis), nonché concause generali come il sentimento dell’antipolitica, che si scarica anche a livello locale. Ma rifarei tutto quello che ho fatto, non sono affatto pentito di aver accettato la candidatura. Ero consapevole della difficoltà estrema del cammino che mi aspettava e credo che il profilo della mia candidatura fosse funzionale alla difficoltà oggettiva della campagna elettorale».

I rumors additano nelle affermazioni troppo “soft” un’altra pecca: ha scontato una mancanza di cattiveria e di toni perentori? «Senza dubbio, sono troppo buono. Io ho sempre tenuto, per profilo personale e per carattere, un approccio da amministratore, che forse in alcune fasi mal si è conciliato con i toni faziosi da campagna elettorale. E’ un limite mio: mi ha disturbato molto la violenza verbale e le strumentalizzazioni (non di Artioli, del clima generale). Una modalità sconosciuta un tempo all’ambiente campeginese: ad un certo punto ho smesso di guardare Facebook perché stavo male. La mia prudenza e il mio tratto personale non ha pagato; ma non si può cambiare la propria natura. Sono a posto con la coscienza». Uno stile ha intenzione di seguire anche tra le fila della minoranza. «Una novità per me. Cercherò di affrontare l’incarico nel merito, senza scivoloni in retoriche strumentali, che non mi appartengono: saremo un’opposizione né urlata, né faziosa».

Menozzi concorda sulla lettura che Campegine possa essere una prima crepa nella diga del Pd. «Le liste come Rinascita Campeginese inglobano e coalizzano tutte le forze similgrilline ad eccezioni del centrosinistra: tutti contro uno, a prescindere. Il paese resta spaccato quasi a metà. Credo che sarà difficile per Artioli tenerlo unito e, soprattutto, mantenere certe promesse».(am.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google