Partono i lavori al Chierici Saranno finiti per gli esami
di Luciano Salsi
Ieri gli operai hanno cominciato a sistemare il corridoio distrutto dall’incendio I costi saranno di circa 15mila euro. Manghi assicura: «La ditta farà doppi turni»
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REGGIO EMILIA. Il responsabile è qualche ignoto studente, ma ora tocca all’amministrazione provinciale rimediare al danno causato dall’incendio scoppiato mercoledì 7 giugno, ultimo giorno di scuola, all’interno del liceo Chierici. Si preventiva una spesa di circa 15mila euro, fortunatamente coperta dall’assicurazione del fabbricato.
Ieri è incominciata la pulizia del corridoio e delle aule del primo piano in cui si è propagata una densa nube fuligginosa. Si prevede che questa operazione preliminare avrà termine domani. Poi si provvederà al ritinteggio delle pareti e del soffitto anneriti e al loro trattamento con un prodotto antifuliggine, in modo da rendere i locali disponibili per lo svolgimento degli esami di stato, che avranno inizio mercoledì 21. «Il nostro impegno – dichiara Giammaria Manghi, presidente della Provincia – è quello di rispettare quanto assicurato nell’immediatezza dell’incendio alla dirigente scolastica, ovvero che per l’avvio degli esami di maturità il corridoio sarà di nuovo utilizzabile e per gli studenti e i commissari non ci saranno disagi. Con il nostro personale stiamo seguendo i lavori e con l’impresa di pulizie si è concordato di raddoppiare i turni in modo da accelerare i tempi e rispettare la scadenza del 21 giugno».
Intanto proseguono le indagini avviate dalla Procura per il reato di incendio doloso e lesioni. Il pubblico ministero Stefania Pigozzi le aveva subito avviate interrogando cinque persone al giorno. C’era un sospettato non iscritto nel registro degli indagati, ma nulla è finora emerso a tale proposito. Il fatto è avvenuto alle 10.39, quando gli studenti erano già in gran parte usciti in strada dopo il suono dell’ultima campanella. Ciò ha evitato che il panico creasse una pericolosissima calca nello sgomberare l’edificio.
È stato poi rinvenuto il rudimentale ordigno fumogeno che ha provocato il disastro, probabilmente superiore alle intenzioni. Non c’è dubbio che l’autore o gli autori siano da ricercare fra gli stessi allievi del Chierici. Perciò la preside Maria Grazia Diana aveva subito convocato un’assemblea con gli studenti e gli insegnanti, dai quali era venuta una dura riprovazione di questo gesto sconsiderato.
L’indomani si era poi riunito in seduta straordinaria nella sala della biblioteca il consiglio d’istituto, che aveva ipotizzato la punizione da aggiungere all’eventuale condanna penale.
L’atto, a suo parere, «non può essere considerato né una bravata né una ragazzata» e, quindi, la dirigenza e i rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli studenti si impegnano nella ricerca del responsabile o dei responsabili.
Nei loro confronti dovrà essere applicato «in maniera irreprensibile» il regolamento d’istituto che in casi del genere prevede il 5 in condotta, con conseguente bocciatura, e l’allontanamento dalla scuola. Inoltre sarà richiesto il risarcimento dei danni.
Anche gli studenti ci tengono a prendere le distanze: «Aiuteremo – scrivono – per la ricerca del responsabile, ma ancor di più per tenere alto il nome del Chierici, perché noi non siamo questo e non vogliamo esserlo». La preside ha usato toni duri nell’invitare il colpevole a farsi avanti e i ragazzi a collaborare con gli investigatori. È probabile, infatti, che più di uno abbia visto all’opera gli autori dell’incendio.
L’omertà danneggerebbe gravemente la reputazione della scuola, sulla quale incominciano già ad infierire i commenti su Facebook. «Lo sapete benissimo chi è stato... Poteva sfociare in una tragedia!» scrive Monia Tarasconi. «Se non esce il colpevole – incalza Roberta Ferrari – punite tutti: bocciatura più fedina sporca e servizio civile a tutti». C'è perfino una madre che dice di avere tirato fuori la figlia dalla scuola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri è incominciata la pulizia del corridoio e delle aule del primo piano in cui si è propagata una densa nube fuligginosa. Si prevede che questa operazione preliminare avrà termine domani. Poi si provvederà al ritinteggio delle pareti e del soffitto anneriti e al loro trattamento con un prodotto antifuliggine, in modo da rendere i locali disponibili per lo svolgimento degli esami di stato, che avranno inizio mercoledì 21. «Il nostro impegno – dichiara Giammaria Manghi, presidente della Provincia – è quello di rispettare quanto assicurato nell’immediatezza dell’incendio alla dirigente scolastica, ovvero che per l’avvio degli esami di maturità il corridoio sarà di nuovo utilizzabile e per gli studenti e i commissari non ci saranno disagi. Con il nostro personale stiamo seguendo i lavori e con l’impresa di pulizie si è concordato di raddoppiare i turni in modo da accelerare i tempi e rispettare la scadenza del 21 giugno».
Intanto proseguono le indagini avviate dalla Procura per il reato di incendio doloso e lesioni. Il pubblico ministero Stefania Pigozzi le aveva subito avviate interrogando cinque persone al giorno. C’era un sospettato non iscritto nel registro degli indagati, ma nulla è finora emerso a tale proposito. Il fatto è avvenuto alle 10.39, quando gli studenti erano già in gran parte usciti in strada dopo il suono dell’ultima campanella. Ciò ha evitato che il panico creasse una pericolosissima calca nello sgomberare l’edificio.
È stato poi rinvenuto il rudimentale ordigno fumogeno che ha provocato il disastro, probabilmente superiore alle intenzioni. Non c’è dubbio che l’autore o gli autori siano da ricercare fra gli stessi allievi del Chierici. Perciò la preside Maria Grazia Diana aveva subito convocato un’assemblea con gli studenti e gli insegnanti, dai quali era venuta una dura riprovazione di questo gesto sconsiderato.
L’indomani si era poi riunito in seduta straordinaria nella sala della biblioteca il consiglio d’istituto, che aveva ipotizzato la punizione da aggiungere all’eventuale condanna penale.
L’atto, a suo parere, «non può essere considerato né una bravata né una ragazzata» e, quindi, la dirigenza e i rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli studenti si impegnano nella ricerca del responsabile o dei responsabili.
Nei loro confronti dovrà essere applicato «in maniera irreprensibile» il regolamento d’istituto che in casi del genere prevede il 5 in condotta, con conseguente bocciatura, e l’allontanamento dalla scuola. Inoltre sarà richiesto il risarcimento dei danni.
Anche gli studenti ci tengono a prendere le distanze: «Aiuteremo – scrivono – per la ricerca del responsabile, ma ancor di più per tenere alto il nome del Chierici, perché noi non siamo questo e non vogliamo esserlo». La preside ha usato toni duri nell’invitare il colpevole a farsi avanti e i ragazzi a collaborare con gli investigatori. È probabile, infatti, che più di uno abbia visto all’opera gli autori dell’incendio.
L’omertà danneggerebbe gravemente la reputazione della scuola, sulla quale incominciano già ad infierire i commenti su Facebook. «Lo sapete benissimo chi è stato... Poteva sfociare in una tragedia!» scrive Monia Tarasconi. «Se non esce il colpevole – incalza Roberta Ferrari – punite tutti: bocciatura più fedina sporca e servizio civile a tutti». C'è perfino una madre che dice di avere tirato fuori la figlia dalla scuola.
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