Reggio Emilia, picchia tre poliziotti e dopo poche ore evade dai domiciliari
di Leonardo Grilli
Arrestato per la rissa sul bus, non è stato trovato in casa. Gli agenti lo hanno rintracciato, denuncia per il senegalese
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REGGIO EMILIA. Non è durata molto la detenzione del trentenne senegalese Oumar Kante che sabato mattina ha prima creato il caos dentro un autobus di Seta brandendo una bottiglia di olio aromatico, per poi ferire tre poliziotti con calci, pugni e testate. Lunedì infatti il giudice Cristina Beretti, nonostante la difesa dell’uomo, lo aveva relegato agli arresti domiciliari a casa della sorella. Il magistrato infatti non ha creduto alle parole di Kante che, difeso dall’avvocato Vainer Burani, aveva detto in aula di essere stato provocato dalla polizia «senza motivo, mi hanno torto il braccio dietro la schiena».
La misura cautelare però non è stata rispettata dal 30enne nemmeno per poche ore. La sera stessa, infatti, gli agenti delle Volanti della questura reggiana si sono recati a casa del senegalese per verificarne la posizione ma non lo hanno trovato in casa. È quindi scattata una caccia all’uomo che si è conclusa in modo ancora più assurdo. È stato infatti lo stesso Kante, forse avvisato da qualche amico della visita della polizia, a recarsi spontaneamente in questura.
Precauzione che non gli ha evitato una denuncia per evasione e una nuova direttissima, che probabilmente si svolgerà oggi stesso, e che potrebbe aggravare le misure cautelari nei confronti dell’uomo. Kante, che fisicamente è un autentico armadio e ha sulle spalle qualche precedente penale ma nessuna condanna definitiva è accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Un episodio che, insieme ad altri recenti, fa salire la preoccupazione fra chi lavora in polizia, da qui la mobilitazione dei sindacati interni.
«L’insufficienza di risorse, uomini e mezzi – spiega il segretario Silp Cgil di Reggio Emilia, Emanuele Biondi, commentando il ferimento dei tre agenti di polizia – non permettono di fronteggiare adeguatamente la situazione, rendono difficoltosa l’immane mole di lavoro necessaria a raggiungere piccoli risultati professionali con enormi sacrifici personali».
Nell’esprimere loro «forte solidarietà ed ammirazione per aver svolto un servizio eccellente», Biondi ribadisce poi che «episodi come quello che si è verificato a Reggio Emilia testimoniano purtroppo l’inefficacia del capsicum oleoresin (spray al peperoncino), il nuovo accessorio dato in dotazione alla Polizia di Stato. Le Pantere reggiane hanno dimostrato per l’ennesima volta la loro professionalità. Reggio Emilia continua ad avere in campo poliziotti che riescono egregiamente ad assicurare la protezione e la sicurezza: la squadra mobile, con i numerosi arresti effettuati in questi giorni e le Volanti, che non perdono mai il controllo sulla città».
La misura cautelare però non è stata rispettata dal 30enne nemmeno per poche ore. La sera stessa, infatti, gli agenti delle Volanti della questura reggiana si sono recati a casa del senegalese per verificarne la posizione ma non lo hanno trovato in casa. È quindi scattata una caccia all’uomo che si è conclusa in modo ancora più assurdo. È stato infatti lo stesso Kante, forse avvisato da qualche amico della visita della polizia, a recarsi spontaneamente in questura.
Precauzione che non gli ha evitato una denuncia per evasione e una nuova direttissima, che probabilmente si svolgerà oggi stesso, e che potrebbe aggravare le misure cautelari nei confronti dell’uomo. Kante, che fisicamente è un autentico armadio e ha sulle spalle qualche precedente penale ma nessuna condanna definitiva è accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Un episodio che, insieme ad altri recenti, fa salire la preoccupazione fra chi lavora in polizia, da qui la mobilitazione dei sindacati interni.
«L’insufficienza di risorse, uomini e mezzi – spiega il segretario Silp Cgil di Reggio Emilia, Emanuele Biondi, commentando il ferimento dei tre agenti di polizia – non permettono di fronteggiare adeguatamente la situazione, rendono difficoltosa l’immane mole di lavoro necessaria a raggiungere piccoli risultati professionali con enormi sacrifici personali».
Nell’esprimere loro «forte solidarietà ed ammirazione per aver svolto un servizio eccellente», Biondi ribadisce poi che «episodi come quello che si è verificato a Reggio Emilia testimoniano purtroppo l’inefficacia del capsicum oleoresin (spray al peperoncino), il nuovo accessorio dato in dotazione alla Polizia di Stato. Le Pantere reggiane hanno dimostrato per l’ennesima volta la loro professionalità. Reggio Emilia continua ad avere in campo poliziotti che riescono egregiamente ad assicurare la protezione e la sicurezza: la squadra mobile, con i numerosi arresti effettuati in questi giorni e le Volanti, che non perdono mai il controllo sulla città».
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